Elezioni europee (e comunali)/Attenti ai pifferai del grande imbroglio sovranista

testata sblog tabassoLo scorso 28 aprile il sovranista lucano Antonio Tisci, candidato europeo nella circoscrizione sud, ha esordito in Molise con un discorso tenuto nella sede termolese di Fratelli d’Italia. All’evento, come mostra una foto di <primonumero.it>, assistevano solo 17 astanti (cronisti e fan inclusi), ma la circostanza non ha scoraggiato il candidato che ambisce a rappresentare, con una paga di tutto rispetto, i cittadini italiani del Sud. Durante l’intervento TIsci ha fatto questa affermazione: “Finora sono stati agevolati Francia e Germania, anche grazie alla classe politica italiana che è andata fino ad oggi”. (NB: “lì” sta “Parlamento Europeo”.) Non si capisce se questa frase rientri nel demagogico eloquio elettorale di populisti che speculano sulla credulità del popolo, o se dipende dalla inesperienza di un aspirante europarlamentare alle prime armi e all’oscuro di storia e dinamiche europee.

Forse da entrambe. In effetti, la Francia e la Germania non hanno avuto bisogno di essere “agevolate” da qualcuno, hanno solo cercato di agevolare se stesse curando i propri interessi nazionali, come hanno sempre fatto, bene o male, tutti i Paesi membri dell’Unione, Italia inclusa.Questo pessimo sistema “agevolativo”, detto Intergovernativo, è storicamente contestato dagli europeisti, ma paradossalmente è proprio quello che tutti i partiti sovranisti, da Salvini a Meloni da Le Pen a Orban, vogliono rafforzare per ottenere più poteri nazionali a danno di quelli sovranazionali. Col risultato di una perenne contrapposizione di interessi nazionali che segnerà fatalmente (e finalmente) il suicidio del sovranismo. Tisci non si è fatta poi mancare la frasetta acchiappavoti che i pifferai sovranisti fanno girare in tutta Italia: “Dobbiamo, rivendicare il nostro posto, ripristinando il concetto di sovranità, come cita l’articolo 1 della Costituzione Italiana.”

La nostra Costituzione, come tutte le Costituzioni del mondo, postula la sovranità, ma opporre questo sacro principio alle leggi europee è una ribalderia vera e propria. Alla quale risponde da solo l’art. 4 del Trattato europeo che, con molta chiarezza, recita: “L’Unione rispetta l’uguaglianza degli Stati membri e l’identità nazionale insita nella loro struttura politica e costituzionale, compreso il sistema delle autonomie locali e regionali”. I sovranisti puntano a tramutare il voto del 26 maggio in un “derby” Italia-Europa, dimenticando che la vera contesa è tra Italia-Resto del mondo.

Rivendicare una sovranità nazionale che nessuno contesta, significa solo deprivare l’Europa di una sovranità che, dinanzi dalle sfide mondiali in atto, è uno scudo grazie al quale possiamo sfuggire all’isolazionismo di cui il nazionalismo sovranista è l’anticamera. Ricordo che una volta, quando ci si sposava molto più di adesso, alle amiche in procinto di recarsi all’altare usavamo indirizzare una scherzosa battuta: “Quisse te ‘mbroglia”! Oggi, dovremmo rivolgerla a chi è in procinto di votare sovranisti (per europee e comunali), non per burla, ma come supplica.

Giuseppe Tabasso170 Posts

(Campobasso 1926) ha un nipotino, due figli e una moglie bojanese, sempre la stessa dal 1955. Da pianista dilettante formò una band con Fred Bongusto. A suo padre Lino, musicista, è dedicata una strada di Campobasso. Laureato in lingua e letteratura inglese, è giornalista professionista dal 1954. Nel 2018 è passato dall’Ordine dei Giornalisti del Lazio a quello del Molise per terminare la carriera dove l’ha iniziata. Ha lavorato in vari quotidiani e periodici (Paese sera, Corriere lombardo, Ore 12, L’Europeo, Annabella, Gente, Radiocorriere). Inviato di politica estera per il GR3 della RAI, ha lavorato a Strasburgo come redattore parlamentare, a New York presso la Rai Corporation, nelle sezioni italiane della BBC a Londra e della Deutschland Funk a Colonia. Pubblicazioni: Il settimanale con Nello Ajello (Ediz. Accademia, Roma 1978); Facciamo un giornale (Edizioni Tuttoscuola, Roma 2001); Il Molise, che farne? (Ed. Cultura & Sport, Campobasso 1996); Post Scriptum, Prediche di un molisano inutile (Bene Comune Edizioni 2006), Gaetano Scardocchia, La vita e gli scritti di un grande giornalista (2008), Moliseskine (Bene Comune Edizioni, 2016). Per le stesse Edizioni è in corso di pubblicazione Fare un giornale, diventare giornalisti, Manuale di giornalismo per studenti, insegnanti e apprendisti comunicatori.

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