Disuguaglianze, Sud, sviluppo aree interne/Tornano d’attualità le strategie lanciate da Fabrizio Barca

nell'articoloTra poche ore sapremo se nasce un Governo e in che modo verrà affrontato il problema del Sud e delle disuguaglianze in genere.

Di questo si è occupato ieri il quotidiano “Il Foglio” con un articolo dedicato alla SNAI (Strategia nazionale per lo sviluppo delle Aree Interne) che per il nostro inceppato Molise significherebbe un buon viatico di “alzati e cammina”.

Il documentato articolo a firma di Samuele Maccolini ripercorre la storia della SNAI che fu lanciata a titolo sperimentale nel 2012 (Governo Monti) da un ministro per la Coesione territoriale di alta competenza come Fabrizio Barca. A Bruxelles il suo progetto fu accolto con favore tale da essere poi allargato a tutti i Paesi dell’Unione con uno stanziamento del 5 per cento per le aree interne, che per l’Italia equivale a non meno di tre miliardi.

Poi però ci si è messa in mezzo la burocrazia a far sì che all’ottobre dello scorso anno sono state approvate meno della metà (34) delle strategie delle 72 provenienti previste e sovvenzionate con 440 milioni di euro dai SIE (fondi strutturali d’investimento europei) più 126 milioni di euro di risorse statali.

Dunque si profila il rischio che, dopo tanti sforzi, tutto può incagliarsi e fallire. E per farsi spiegare tutto l’iter del progetto e le sue attuali problematicità, “Il Foglio” ha appunto interpellato la coordinatrice della delegazione italiana dei Comuni presso il Comitato europeo delle regioni, Micaela Fanelli. A giudizio della quale le strategie sono state indebolite “per seguire il mantra del centralismo della ministra grillina Barbara Lezzi, che ha voluto abolire la figura di un coordinatore Snai, indicata dai tempi di Barca in Sabrina Lucatelli”. La conclusione della consigliera regionale molisana è che: “Servirebbe un ministero per le Aree marginali perché un dicastero per il sud non è sufficiente”.

Come si vede siamo dinanzi a un problema vitale per tutto il Sud che qualunque Governo avremo non potrà eludere. In ogni caso a Micaela Fanelli vanno onestamente riconosciute competenze che la rendono una sicura risorsa per il Molise. Da anni, del resto, sostengo che i tempi sono ormai più che maturi affinché alla presidenza della Regione vada finalmente a una donna.

Giuseppe Tabasso261 Posts

(Campobasso 1926) ha due figli, un nipotino e una moglie bojanese, sempre la stessa dal 1955. Da pianista dilettante formò una band con Fred Bongusto. A suo padre Lino, musicista, è dedicata una strada di Campobasso. Il Molise è la sua Heimat. “Abito a Roma - dice - ma vivo in Molise”. Laureato in lingua e letteratura inglese, è giornalista professionista dal 1964. Ha iniziato in vari quotidiani e periodici (Paese sera, La Repubblica d’Italia, Annabella, Gente, L’Europeo, Radiocorriere). Inviato di politica estera per il GR3 della RAI, ha lavorato a Strasburgo e Bruxelles, a New York presso la Rai Corporation e a Londra e Colonia per le sezioni italiane della BBC e della Deutschland Funk. Pubblicazioni: Il settimanale con Nello Ajello (Ediz. Accademia, Roma 1978); Facciamo un giornale (Edizioni Tuttoscuola, Roma 2001); Il Molise, che farne? (Ed. Cultura & Sport, Campobasso 1996); per le Edizioni Bene Comune; Post Scriptum, Prediche di un molisano inutile ( 2006); Gaetano Scardocchia, La vita e gli scritti di un grande giornalista (2008); Moliseskine (2016). In corso di pubblicazione Fare un giornale, diventare giornalisti, Manuale di giornalismo per studenti, insegnanti e apprendisti comunicatori.

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