Eolico selvaggio. Una lotta impari

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Eolico selvaggio. Troppo forti gli interessi in gioco. Le aree povere e marginali del sud sempre più a rischio

Ho apprezzato il risalto dei mass-media alla bella sentenza del TAR Campania che momentaneamente blocca uno dei tanti progetti di installazioni di pale eoliche al confine col Molise, ed ho preso atto della positiva presa di posizione del Presidente della Regione e dell’Assessore all’Ambiente che hanno ribadito il proprio impegno istituzionale a tutela del territorio contro impianti impattanti collocati in aree di pregio paesaggistico, storico, ambientale ed archeologico. Ma richiamo tutte le istituzioni nazionali, regionali, e locali ad unire le forze per fare argine allo strapotere economico e lobbistico, di multinazionali potentissime che trafficano in certificati verdi e in affari che valgono gran parte dei 14,6 miliardi di euro trattenuti annualmente sulle bollette ENEL degli italiani.

Basta pensare che dal 2003 è aperto un contenzioso teso a fermare l’installazione di pale eoliche a ridosso del sito archeologico di Altilia sul crinale della Castagna, e a distanza di 14 anni la partita è ancora aperta dopo un’innumerevole susseguirsi di atti, leggi, impugnative, ricorsi e mobilitazioni popolari. La dimostrazione plastica della sproporzione di forze tra imprese e comunità locali, è confermata dalla Sentenza del Consiglio di Stato n.02700 pubblicata il 6 giugno che annulla una serie di decreti dirigenziali della Regione Campania relativi all’installazione di n.14 pale eoliche a ridosso del Molise e più vicine alla Valle del Tammaro rispetto all’altro progetto bocciato dal TAR Campania.

Ebbene nonostante la vittoria di alcuni coraggiosi contadini di Santa Croce del Sannio che sostituendosi alle istituzioni hanno resistito per 8 anni in un contenzioso fino a vincere al Consiglio di Stato, la società soccombente ha ceduto il progetto ad un’altra impresa, ma nel frattempo le due pale più alte e più vicine al Molise sono state già innalzate, e si corre il rischio che come evidenza il coordinatore tecnico della Comunità Montana dell’Alto Tammaro nella sua lettera di dimissioni dall’incarico, che la sentenza del Consiglio di Stato non produrrà effetti pratici e che tutte le pale saranno installate. Per queste ragioni ho trasmesso copia delle Sentenze al Governo, alla Regione Campania, alla Regione Molise e ad altre Autorità ed Istituzioni Pubbliche, per sollecitare un loro celere intervento teso a salvaguardare il territorio a confine tra le due regioni.

Fonte Michele Petraroia

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