Effetto Abruzzo/Si riapre la speranza, ma alla sinistra serve un Legnini molisano

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nell'articoloI cugini abruzzesi hanno inferto una brutta pugnalata ai 5 Stelle e impartito una bella lezione alla sinistra. Che effetto avranno sulla politica molisana? Anzi: avranno un effetto? È quello che vedremo nelle prossime settimane, alla vigilia di elezioni europee mai tanto decisive per il futuro dei nostri giovani.

La Lega – Guidata da personaggi di basso (talvolta imbarazzante) profilo, tace furbamente, campa di traini esterni e intanto imbarca sul Carroccio i soliti soccorritori di vincitori.

Movimento 5 stelle – Tramortiti dallo shock abruzzese sembrano in confusione. Finora bocche chiuse sulla stampa molisana, nessuna notizia di dibattiti interni o su piattaforma. La loro nota venerazione per Di Maio rimane intatta, ma affiorano mal di pancia per il redivivo Dibba che coinvolge Giggino in avventurismi francesi e venezuelani. Intanto possono solo sperare che, grazie al reddito di cittadinanza, la stella di Salvini non brilli sul cielo molisano come su quello abruzzese.

Sinistra e dintorni – L’effetto Abruzzo, con lo stop all’emorragia di voti ha rincuorato e perfino elettrizzato coloro che si richiamano in qualche modo al variegato mondo antico della sinistra molisana. Anche qui però regna silenzio e circospezione. Nessuno azzarda una prima mossa sulla strada da seguire. Ma dopo l’exploit abruzzese, i nostalgici del paradiso perduto e della distinzione tra destra e sinistra, si pongono una domanda di fondo: riusciranno i fratelli coltelli della sinistra a trovare una comune linea di difesa contro la barbarie sovranista? Riusciranno a capire la lezione abruzzese e dunque a inventarsi un “Modello Legnini” molisano per dar vita a una larga coalizione di movimenti civici, ambientalisti e quant’altro? Come ha detto la senatrice abruzzese Pezzopane «ha vinto la destra, ma si riapre la speranza».

Giuseppe Tabasso122 Posts

Nato a Campobasso nel 1926, laurea in lingua e letteratura inglese, ha iniziato la carriera giornalistica in vari periodici (Gente, L’Europeo, Radiocorriere). Inviato speciale di politica estera al GR3 della Rai, ha seguito dal 1976 i massimi eventi internazionali e 13 viaggi di Giovanni Paolo II all’estero. Ha lavorato a Strasburgo come redattore parlamentare, a New York presso la Rai Corporation, a Londra e a Colonia per le sezioni italiane della BBC e della Detuschland Funk. Pubblicazioni: Il settimanale con Nello Ajello (Ediz. Accademia, Roma 1978); Facciamo un giornale, Manuale di giornalismo per studenti, insegnanti e apprendisti comunicatori (Edizioni Tuttoscuola, Roma 2001); Il Molise, che farne? (Ed. Cultura & Sport, Campobasso 1996); per le Edizioni Il Bene Comune: Post Scriptum. Prediche di un molisano inutile (2006); Gaetano Scardocchia, La vita e gli scritti di un grande giornalista (2008), Molise, anno zero (2009) e Moliseskine (2016); per l’Editrice Filopoli, Mol(is)eskine (2013); Gli Esuli. Tra il mito di Abramo e di Ulisse (in Campobasso capoluogo del Molise, Vol. III, Palladino Editore). Ha diretto con Tarquinio Maiorino il mensile Molise (1992/3).

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