Appello da Mar del Plata

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di Associazione Giuseppe Tedeschi

In una città di un milione di abitanti, con 55 mila cittadini con passaporto italiano e almeno 300 mila oriundi, si é svolta, presso la sede di CASA ITALIA, la riunione con il Presidente del Comitato degli Italiani all’Estero, Raffaele Vitiello, i componenti del Comites, vari Presidenti di associazioni italiane, tra cui Marilena Mastragostino della Collettività Mafaldese, ed i Direttori del Patronato Inca Cgil, Sandra Scazzatto, del Patronato Inas Cisl, Silvana Picone, e del Patronato Acli, con Giovanni Spina, già funzionario del Consolato di Mar del Plata e Michele Petraroia dell’IRES Cgil.

Tra i temi affrontati, quelli relativi alla disattenzione annosa dell’ITALIA per le comunità sparse nel Mondo, che vedono 5.600.000 cittadini con passaporto e poco meno di 80 milioni di oriundi. A differenza della Spagna e altri Paesi, l’Italia taglia i finanziamenti per la cultura, per la lingua italiana, per i Patronati e per la rete consolare compromettendo le opportunità di scambi, di promozione e di iniziative utili per le imprese ed i giovani.

Con le nuove norme del Decreto Sicurezza è più difficile riconoscere la cittadinanza ai figli e nipoti di italiani, cosi come la mancata firma della Convenzione tra il Ministero degli Esteri ed i Patronati che operano nel Mondo rischia di pregiudicarne gran parte del futuro. Su questi temi è stato costituito un gruppo tecnico di lavoro tra Comites di Mar del Plata e Patronati al fine di approntare un documento da inviare in Italia e far trattare nella prossima Conferenza Mondiale dei Giovani Italiani, in programma a Palermo ad aprile.

Sulle medesime questioni sono intervenuti anche operatori economici ed esponenti della stampa locale ospitando Michele Petraroia ad una diretta radiofonica di 2 ore con la comunità italiana a Radio Brisos. La proposta di unire le forze ed evitare che l’Italia si chiuda a riccio è stata condivisa unanimemente muovendo forti rilievi di merito alle scelte assunte dal Governo Italiano in materia di emigrazione e cittadinanza. Solo un’Italia aperta e solidale potrà vincere le sfide di un futuro migliore per tutti.

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