Povero Vietri!

vietri ospedale

di Anna Maria Di Pietro

 

La questione Vietri è da anni al centro di dibattiti a tutti i livelli, da quelli politici a quelli che si svolgono nei bar o sulle panchine mentre ci si gode il sole. Tutti ne parlano, tutti lo rivogliono, ma concretamente si assiste solo al suo smembramento. Senza scadere nella vena nostalgica enumerando tutte le passate glorie, un punto fermo c’è: viene sempre utilizzato come una sorta di obiettivo da raggiungere. Così, durante le campagne elettorali succedutesi nel tempo, il “riapriremo l’Ospedale” non manca mai e, nel caso manchi, qualche cittadino affezionato al motto ci rimane male perché lo “scippo”, a giusta ragione, ha creato e crea malessere.

Partendo dal presupposto che non è mai stata costituita una rete comune di contrasto, proprio rispetto a questo, hanno dato molto da pensare le ultime proposte per una eventuale riapertura del presidio. Stando ai fatti, alcuni consiglieri di minoranza del Comune di Larino hanno avanzato l’idea di una riapertura del presidio in forma privata, ma dopo qualche settimana, durante l’ultimo consiglio comunale, la minoranza compatta ha presentato una mozione per la riattivazione della struttura in forma pubblica; mozione che poi è servita alla maggioranza per redigere un emendamento e portare il Sindaco di Larino, solo ieri, a fare un “accorato appello” ai vertici dell’Asrem circa le problematiche dei reparti ancora funzionanti dell’ex Vietri. Insomma, quasi contemporaneamente sono state fatte due proposte antitetiche che hanno scatenato non poche polemiche e solo ora ci si muove per difendere le briciole rimaste. Per non parlare di altri gruppi che fanno azioni dimostrative che, alla fine, non dimostrano un bel niente.

 Ora, senza voler entrare nel merito della fattibilità delle varie soluzioni prospettate, una riflessione viene spontanea: oltre i sensazionalismi, oltre l’uso che si fa della questione “bollente” per attirare consensi, concretamente non accade mai nulla, anzi, la situazione peggiora! Creare illusione, vendere fumo, non serve a nulla per l’annosa questione e non è neppure una mossa politica intelligente, perché la gente è stufa di assistere a questa vicenda che assomiglia ormai a una telenovela senza fine. Se non si sa bene quale sia la strada migliore da intraprendere, di certo si è compreso che, almeno, sarebbe necessaria l’unità di intenti, creando una forza compatta costituita da cittadini e istituzioni, facendo azioni reali, mettendo da parte colori politici e antipatie. Sventolare bandiere diverse, lanciarsi reciproche accuse, correre per arrivare primi, non serve! Bisogna muoversi compatti, ritrovando quello spirito di comunità e appartenenza che è già una forza in sé. La salute è un diritto di tutti e per la sua difesa è necessaria un’azione comune, basata su un’idea fattibile, pensata, studiata senza la superficialità dettata dal semplice “farsi vedere attivi”. Anzi, siccome la situazione della Sanità è precaria in tutta la regione, bisognerebbe ribellarsi in massa e risvegliare i politici assopiti nei loro scranni.

Anna Maria Di Pietro35 Posts

Nata a Roma (Rm) nel 1973, studi classici, appassionata lettrice e book infuencer, si occupa di recensioni di libri e di interviste agli autori, soprattutto emergenti.

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