Taccuino (8)/Se Salvini scherza coi fanti ma non lascia stare i santi

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nell'articoloSabato scorso a Milano Matteo Salvini, invece di rispettare la massima popolare “Scherza coi fanti, ma lascia stare i santi”, non ha scherzato come al solito coi suoi fanti, i suoi mitra e le sue felpe militari, ma si è messo a stuzzicare i santi. Così, su un palco formato pulpito. ha impetrato con tanto di rosario un miracolo alla “Madunina” con queste ieratiche parole: “Affido la mia e la vostra vita al cuore immacolato di Maria che sicuramente ci porterà alla vittoria”.
Nemmeno i più cinici democristiani di un tempo avrebbero osato fare marketing elettorale col cuore immacolato di Maria. Anzi lui è andato ben oltre ed ha aizzato la piazza contro il rappresentante di Cristo in terra, uno che con la scusa della cristiana accoglienza e di chiamarsi Pontefice per preferire i ponti invece che i muri, osa fare un affronto a un ministro che, sia pure a buon mercato elettorale, affida la vita sua e dei suoi selfisti al cuore immacolato di Maria.

Ora però a noi campobassani sorge un dubbio su come si comporteranno domenica egli elettori. Se cioè il blasfemo camuffamento di Salvini avrà un effetto-protesta, oppure se a portare alla vittoria l’armata brancaleghista sarà il cuore immacolato di Maria Domenica D’Alessandro.
Che non è una facile battuta, ma un serio segnale d’allarme per una città che il Venerdì Santo scende in massa nelle strade per esprimere con lo straziante “Teco vorrei” un’identità religiosa, civile, pacifica e solidale che ora rischia di essere oscurata da elettori obnubilati da un Capo che firma patti del filo spinato e frequenta neonazisti, neofascisti e negazionisti dell’Olocausto.

Diciamolo allora senza giri di parole: votare la salviniana lista D’Alessandro, significa (oltre a tutto il resto) calpestare anche una delle più rispettabili identità di Campobasso. Sarebbe un esecrabile “Teco vorrei” dedicato a un seminatore d’odio.

*Postilla – In un video elettorale Maria Domenica D’Alessandro ha tenuto a dare questa precisazione: “La mia nomina è calata dal basso”. Una scoperta sulle leggi della fisica e della dinamica che, in caso d’insuccesso politico, spalancherà comunque un futuro alla mancata sindaca.

Giuseppe Tabasso111 Posts

Nato a Campobasso nel 1926, laurea in lingua e letteratura inglese, ha iniziato la carriera giornalistica in vari periodici (Gente, L’Europeo, Radiocorriere). Inviato speciale di politica estera al GR3 della Rai, ha seguito dal 1976 i massimi eventi internazionali e 13 viaggi di Giovanni Paolo II all’estero. Ha lavorato a Strasburgo come redattore parlamentare, a New York presso la Rai Corporation, a Londra e a Colonia per le sezioni italiane della BBC e della Detuschland Funk. Pubblicazioni: Il settimanale con Nello Ajello (Ediz. Accademia, Roma 1978); Facciamo un giornale, Manuale di giornalismo per studenti, insegnanti e apprendisti comunicatori (Edizioni Tuttoscuola, Roma 2001); Il Molise, che farne? (Ed. Cultura & Sport, Campobasso 1996); per le Edizioni Il Bene Comune: Post Scriptum. Prediche di un molisano inutile (2006); Gaetano Scardocchia, La vita e gli scritti di un grande giornalista (2008), Molise, anno zero (2009) e Moliseskine (2016); per l’Editrice Filopoli, Mol(is)eskine (2013); Gli Esuli. Tra il mito di Abramo e di Ulisse (in Campobasso capoluogo del Molise, Vol. III, Palladino Editore). Ha diretto con Tarquinio Maiorino il mensile Molise (1992/3).

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