E tu che lettore sei?

Il mondo librario gongola per i dati del Rapporto Istat secondo cui durante i mesi del lockdown il numero degli italiani dediti alla lettura è raddoppiato passando dal 29,6% al 62,6% della popolazione, dato consolante ma che rimane sempre tra i più bassi d’Europa. Vale tra l’alltro segnalare il successo di una iniziativa diretta alle biblioteche scolastiche affinché acquistino libri sul proprio territorio. Insomma almeno qualcosa di buono lo stramaledetto Covid l’ha fatta.

Le due immagini qui sovrapposte ci offrono un originale esempio della rivoluzione delle modalità di lettura. Quella digitale risulta in aumento e a detta di esperti leggere via smartphone velocizza l’acquisizione di notizie ma peggiora la comprensione di concetti. Pare infatti che i lettori lenti (slow readers) riescano a migliorare non solo le loro capacità di concentrazione e di approfondimento, ma anche a ridurre i livelli di stress e ad affinare le loro capacità di pensare, ascoltare ed empatizzare.

La rivoluzione tecnologica postulava una “paperless society”, cioè l’abolizione della carta, che sarebbe una vera benedizione a livello di burocrazia. Sorge però un interrogativo: le invidiabili capacità di approfondimento che vengono riconosciute ai lettori “lenti” si acquisiscono meglio via lettura digitale (e-book) oppure attraverso quella cartacea?

Pongo il quesito su un sito digitale, ma rimango convinto che i libri “cartacei” (aggettivo un tempo improponibile) non sono un’anticaglia da riporre in soffitta o gettare al macero. Questi libri sono delatori di gusti, interessi e passioni. Volete mettere il calore e perfino il colore che danno alle nostre case e magari il ritrovare dopo anni pagine con sottolineature, commentini, punti esclamativi e interrogativi messi talvolta a margine da noi o addirittura dai nostri padri e nonni.

Pacificati e Ammucchiati
Carlo Calenda – ex ottimo ministro e ottimo candidato a succedere a Virginia Raggi – ha scritto che “bisogna perseguire la via di un Governo di pacificazione nazionale coinvolgendo anche le opposizioni che devono abbandonare i toni ideologici, in particolare nei confronti dell’Europa e sul tema dell’immigrazione”.
D’accordo, ma ve l’immaginate Salvini e Meloni che diventano europeisti ecambino approccio verso gli immigrati? E se lo facessero, perché non votare direttamente per europeisti veri?  Intanto però arriva un’incoraggiante quanto imprevedibile sorpresa da una grande penna come quella di Ezio Mauro secondo il quale: “Per fortuna il lungo contagio del populismo è finito”. Evviva. Significa forse che il Covid abbia fiaccato pure il morbo del Papeete, che i vaccini funzionano anche sui sovranisti, che allora valga la pena di coinvolgerli nel Governo? E che finiremo dunque pacificati e ammucchiati?

Molise libero da condizionamenti?
La Fieg (Federazione Italiana Editori Giornali) ha invitato Il Parlamento “a intervenire con un’azione forte a difesa del pluralismo e dell’informazione cartacea e online”. E in una lettera aperta a tutti i parlamentari ha rivendicato “la necessità di aziende dell’informazione economicamente libere ed indipendenti da qualsiasi condizionamento esterno di natura finanziaria o politica.” Voi che dite? Il Molise può veramente vantare “aziende dell’informazione economicamente libere ed indipendenti da qualsiasi condizionamento esterno di natura finanziaria o politica”?

Giuseppe Tabasso191 Posts

(Campobasso 1926) ha un nipotino, due figli e una moglie bojanese, sempre la stessa dal 1955. Da pianista dilettante formò una band con Fred Bongusto. A suo padre Lino, musicista, è dedicata una strada di Campobasso. Laureato in lingua e letteratura inglese, è giornalista professionista dal 1954. Nel 2018 è passato dall’Ordine dei Giornalisti del Lazio a quello del Molise per terminare la carriera dove l’ha iniziata. Ha lavorato in vari quotidiani e periodici (Paese sera, Corriere lombardo, Ore 12, L’Europeo, Annabella, Gente, Radiocorriere). Inviato di politica estera per il GR3 della RAI, ha lavorato a Strasburgo come redattore parlamentare, a New York presso la Rai Corporation, nelle sezioni italiane della BBC a Londra e della Deutschland Funk a Colonia. Pubblicazioni: Il settimanale con Nello Ajello (Ediz. Accademia, Roma 1978); Facciamo un giornale (Edizioni Tuttoscuola, Roma 2001); Il Molise, che farne? (Ed. Cultura & Sport, Campobasso 1996); Post Scriptum, Prediche di un molisano inutile (Bene Comune Edizioni 2006), Gaetano Scardocchia, La vita e gli scritti di un grande giornalista (2008), Moliseskine (Bene Comune Edizioni, 2016). Per le stesse Edizioni è in corso di pubblicazione Fare un giornale, diventare giornalisti, Manuale di giornalismo per studenti, insegnanti e apprendisti comunicatori.

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