La grama vita del tifoso razzista 2.0

di William Mussini 

Offro questo mio ennesimo contributo, seppur provocatorio, nella speranza di suscitare un dibattito più ampio e costruttivo possibile, riguardo quanto accaduto a tutti noi nel corso di questi ultimi due anni.

Se volessi ribadire la mia appartenenza al club “pecore nere d’Occidente” direi che ravviso l’insorgenza ed il radicamento inarrestabile di vecchie e nuove forme di psico-patologia sociale:  dopo due anni di psico-pandemia appena trascorsi, con il tentativo ancora in corso di riassetto socio-economico mondiale deciso dai promotori del “Great Reset” (progetto presentato dal fondatore del World Economic Forum di Davos Klaus Schwab e da molte altre personalità come il Principe Carlo di Windsor ai vertici del Fondo Monetario Internazionale), mi è stata automaticamente rinnovata la tessera del mio club preferito.

Le popolazioni d’Occidente, intontite e terrorizzate dalla minaccia iper sponsorizzata del virus, già instupidite da decenni di divertente e variegata propaganda mediatica di matrice hollywoodiana, e già ben addomesticate alla sudditanza economica, culturale e psicologica attraverso le liturgie modaiole della società consumistica, si ritrovano oggi sempre più divise tra tifoserie, fazioni e picciotterie tipiche di quei territori marchiati a freddo con la lupara.

Tra le antiche e rinnovate psicopatologie che affliggono il tifoso razzista e massimalista contemporaneo c’è sicuramente il sadomasochismo. La scomparsa della logica nelle menti dei nuovi conformisti dell’era Covid19 ha generato la necessità masochistica di tutelare la propria salute (e ipocritamente quella della collettività) sino al punto di accettare rimedi sadici, dannosi ed improbabili, imposti da governi tenuti insieme da presidenti non eletti, rinunciando così a quei diritti naturali una volta inalienabili, adesso non più scontati ma bensì concessi per decreto ad intermittenza.

Di episodi esemplari che andrebbero a confermare il radicamento di una gestione emergenziale paternalistica e sadomasochistica ce ne sono a bizzeffe. Basta ricordare tutte le regole illogiche contenute nei dpcm dei due governi Conte e Draghi e di come sia stata blanda la reazione a questi schiaffi istituzionali da parte della maggioranza della popolazione. In assenza di ogni evidenza scientifica, sono state imposte e accettate dalla maggioranza dei cittadini, limitazioni “fortemente consigliate” e ridicole precauzioni sanitarie dall’evidente carattere sadico, irrazionali  sino al punto di risultare dannose.

Tra le assurdità verificatisi: l’uso ossessivo delle mascherine ovunque, anche all’aperto, in auto da soli, persino mentre si fa sesso con il proprio partner, come suggerito da presunti esperti in TV; la caccia all’anziano in strada ed al corridore sulla spiaggia durante i lockdown; il divieto di eseguire autopsie sulle presunte vittime del virus; la cremazione dei defunti in ospedale senza il consenso dei parenti, l’isolamento dei pazienti ed il divieto di salutare per l’ultima volta i propri congiunti.

Ricordo anche le distanze da rispettare al centimetro nei locali e ristoranti, il caffè da consumare al banco ma non al tavolino, la mascherina da indossare dalla porta al tavolo prima di sedersi;  una moltitudine di regole e trovate illogiche, inutili, ma, evidentemente funzionali all’instaurazione di una nuova forma coercitiva di politica socio-sanitaria, tanto sadica quanto oppressiva, acriticamente accettata dalla maggioranza masochista, impaurita e minacciata dai ricatti sanzionatori.

Si è creata, con il trascorrere del tempo, una netta spaccatura nella popolazione, fra chi si è fidato della politica sanitaria e delle sue vigili attese con tachipirina e chi, invece, ha dubitato della campagna terroristica fortemente alimentata dai megafoni umani sui social ed in prima serata mainstream dai personaggi che piacciono tanto ai tifosi di calcio, ai teenager, alle casalinghe.

Ecco che, inevitabilmente, le tifoserie contrapposte, si fronteggiano a suon di invettive, di insulti e derisioni, ovunque ci sia la possibilità di interagire, dentro e fuori le mura domestiche. La maggioranza dei tifosi masochisti, diventa sadica anch’essa e si scaglia contro chi non ha ceduto al ricatto della puntura salvifica anche a costo di perdere il proprio posto di lavoro. Nessuna tolleranza né empatia verso chi, a detta dei tele-virologi e dei politici menagrami, ha contribuito alla diffusione del patogeno per viltà, scarso senso civico, indifferenza ed egoismo.

Una nuova, irriducibile e trasversale forma di razzismo 2.0 si è impossessata della maggior parte di coloro i quali si sentono in dovere di fidarsi fideisticamente della scienza, di chi la rappresenta e di chi l’ha finanziata. Le squadre contrapposte alzano immediatamente vessilli e bandiere: i fedelissimi del Re Dragone che si fregiano di appartenere alla categoria dei responsabili, si scagliano contro quelli dubbiosi e riluttanti che vengono in brevissimo tempo etichettati con spregevoli epiteti inventati dai media come: “negazionisti”, “terrapiattisti”, “novax” e via dicendo.

Il gioco della dualità e delle fazioni in contrapposizione è fatto! Il potere se la gode nel vedere le due tifoserie affrontarsi nelle arene dietro schermi e tastiere, nei talk show generalisti e nelle tribune politiche farsa. Il linguaggio dei potenti non eletti da nessuno diventa sempre più categorico: “L’appello a non vaccinarsi è l’appello a morire. Non ti vaccini, ti ammali, muori. Oppure fai morire. Non ti vaccini, contagi, lui o lei muoiono” M. Draghi durante una conferenza stampa nel luglio 2021.

Nessun contraddittorio in quell’occasione, nessuna domanda che insinuasse un benché minimo dubbio sulla bontà di quelle affermazioni da parte di una platea di giornalisti che, invece di esercitare il proprio ruolo di soggetto inquirente, applaude il banchiere prestato alla politica, ossequiandolo come Fantozzi faceva col mega direttore.

La tifoseria razzista dei conformisti, oramai scossa, intontita dai fatti che, pian piano, stanno ribaltando il paradigma e rivelando l’inganno e l’assurdità di regole, slogan, teorie propagandistiche di scienziati, ministri e cantastorie, la ritroviamo adesso, già ben accalorata, a patteggiare rabbiosamente per la causa ucraina. Si riduce immediatamente la complessità di un conflitto fra nazioni alla dicotomia “aggredito/aggressore”, dando così libero sfogo alle frustrazioni rinnovate dei neo tifosi russo fobici.

Una vita grama e piena di contraddizioni quella dei tifosi razzisti 2.0, essa si alimenta di illogicità e semplificazione. Quanto accade in questi giorni nell’Italia degli atlantisti europeisti ad oltranza, a mio modesto avviso, sottende il perpetuarsi di quella pulsione sadomasochistica della società in stato avanzato di isterismo collettivo, già gravemente scossa durante la psico pandemia. È un intento sadico, infatti, quello di inviare armi ad una delle parti in conflitto, aumentando così il numero dei morti e delle sofferenze, senza neppure per un attimo considerare le possibili escalation.

Mentre l’umanità si appresta ad affrontare una delle crisi più profonde della sua storia, io auspico di poter presto abbandonare il club delle pecore nere e di ritrovarmi magicamente di nuovo fra uomini e donne libere e di buon senso, mentalmente rinsavite.

William Mussini70 Posts

Creativo, autore, regista cinematografico e teatrale. Libertario responsabile e attivista del pensiero critico. Ha all'attivo un lungometraggio, numerosi cortometraggi premiati in festival Internazionali, diversi documentari inerenti problematiche storiche, sociali e di promozione culturale. Da sempre appassionato di filosofia, cinema e letteratura. Attualmente impegnato come regista nella società cinematografica e teatrale INCAS produzioni di Campobasso.

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