UNA PIAZZA A CARATTERE INTERAMENTE ECCLESIASTICO

È quella della Cattedrale a Trivento sulla quale affacciano oltre alla Cattedra Vescovile, l’Episcopio e le chiese della
Trinità e del Purgatorio, scusate se è poco. Manca però il Seminario che è dislocato a una certa distanza perché
sopraggiunto successivamente, quando ormai la piazza era già satura (ph. Il Palazzo Vescovile di Trivento)
di Francesco Manfredi-Selvaggi
Trivento ha due piazze, già di per sé cosa non da poco a ben pensarci, profondamente diverse fra
loro, anche questa è una peculiarità, l’unico fatto che le accomuna è che stanno in piano, una addirittura,
come vedremo in due piani distinti, vi è una piazza in cima e una alla base del colle su cui si sviluppa
l’insediamento tradizionale, i soli due posti dove è possibile trovare superfici pianeggianti, in verità quella
superiore è formata da due ripiani, all’interno dell’agglomerazione; è troppo piccolo lo spazio vicino alla
chiesetta di S. Nicola per definirlo una piazza al centro fra le due. Si è esclusa nella trattazione
l’appendice cittadina costituita dal rione Casalotti, espansione edilizia avviatasi negli anni ’50 dello scorso
secolo dove non è presente alcuna piazza, quasi fosse diventata in epoca moderna una tipologia
urbanistica desueta. Diamo un nome alle piazze, quella di sopra si chiama piazza Cattedrale, quella di
sotto piazza Fontana conosciuta anche come il Borgo, più propriamente sob-borgo perché ampliamento
di quello di origine medioevale. La piazza Cattedrale triventina ha una sua specificità, in comune, va
detto, con Larino che è quella di una piazza a carattere interamente religioso, nel capoluogo di regione la
Cattedrale invece condivide la piazza con la Prefettura. Se a Trivento nella piazza suddetta prospettano
la Cattedrale e altre due chiese minori, la Trinità e il Purgatorio, non è presente, però, il Seminario, forse
perché nato dopo il Concilio di Trento istituzione recente, il quale, comunque, c’è nella piazza del Duomo
tanto ad Isernia quanto a Larino. Si rileva, altresì, che a Boiano l’Episcopio è nel versante opposto della
città a quello in cui sta la Cattedrale. Gran parte del contorno di questa piazza è delimitato da edifici di
proprietà ecclesiastica, uno dei lati lunghi addirittura è quasi totalmente occupato da fabbricati legati alla
Chiesa. La serie è: Palazzo Vescovile, Cattedrale e Campanile. La Cattedrale la quale in tale sequenza è
al centro per l’ampiezza della sua facciata oltre che per la sua posizione centrale è l’elemento dominante
di questo spazio che è il cuore del centro storico. Ciò fa trapelare una certa coincidenza tra potere
spirituale e temporale in questa cittadina la quale è stata una delle prime sedi di Diocesi del Molise. Da
notare incidentalmente che ad Agnone che per secoli ha conteso a Trivento il ruolo di capitale diocesana
non vi è nulla di analogo. Rimaniamo su questo fronte della piazza per sottolineare che esso è
interamente delimitato da costruzioni, salvo il vicolo che fiancheggia la torre campanaria il quale viene a
determinare un’interruzione della continuità dell’edificato; a Larino proprio per non avere discontinuità una
stradina della medesima fattispecie è stata costretta a passare al di sotto del campanile. Si pensa
generalmente che l’immagine di una chiesa viene valorizzata se è isolata, ovvero se è contornata da vie
e ciò devono aver pensato a Guardialfiera nel realizzare una sorta di anello di stradine che circonda la
Cattedrale. Trattare la Cattedrale come un corpo di fabbrica a sé stante, indipendente dal resto significa
rinunziare alla sua capacità di dar forma ad una piazza la quale è un ambiente tendenzialmente
racchiuso il che ben si associa al suo essere punto di raduno di una comunità. Bisogna evidenziare che
in un’era remota il sito era in pendenza e che in età più vicina a noi ma sempre distante nel tempo esso
venne scalettato con i luoghi di culto che da qui hanno accesso disposti a quote diverse: il Templio di
Diana e poi Cripta incorporata nella Cattedrale al livello più basso, la Cattedrale a quello intermedio che è
lo stesso della piazza e nel gradone più alto la Trinità. Si è di fronte ad una composizione che non si esita
a definire unitaria in quanto le tre entità religiose sono disposte lungo un unico asse, centrate rispetto ad
esso; è un andamento ascensionale che segue quello dell’abitato. La piazza è, dunque, ripartita
longitudinalmente in due porzioni, una più stretta, un po' più lunga del sagrato della Trinità, e una più
larga, quella prospiciente l’accoppiata Cattedrale-Episcopio; nonostante ciò si è dell’opinione che tale
“invaso” sia un’unica cosa, è condizione necessaria e sufficiente per poter includere un “vuoto” urbano
nella categoria di piazza il suo essere contornata da cortine edilizie pur se in pendenza (un esempio-
limite è Piazza del Campo a Siena che è in pendio). Tenendo conto di questo criterio di classificazione
piazza Fontana andrebbe più propriamente chiamata piazzale. La piazza è un ambito spaziale chiuso,
mentre piazza Fontana è un luogo aperto, solamente in metà del suo perimetro vi sono strutture edilizie.
Piazza Cattedrale è talmente un largo chiuso che scompare alla vista appena ci si allontana seppur
minimamente da esso, ci avvisa della sua presenza la punta del campanile. La si comincia a scorgere dal
tratto terminale di via Roma che come denunzia la sua intitolazione è la strada principale del Comune e,
però, è stretta e tortuosa. La sezione stradale nella viabilità cittadina si assottiglia man mano che ci si
avvicina alla piazza più importante: dalla Salita S. Nicola dalle fattezze monumentali si passa per i
Finestroni dove inizia un restringimento progressivo della, tanto per dire, carreggiata che prosegue lungo
la predetta via Roma e finalmente si arriva in piazza, Cattedrale. È tanto più sorprendente questa
conclusione coincidente con uno spazio aperto in quanto si proviene da un tracciato viario poco luminoso,
forse è un effetto voluto, non casuale, passare in un attimo dall’ombra alla luce.




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