Il Molise escluso dall’Atlante dei Cammini d’Italia

Domenico Di Nunzio

La regione dei tratturi, di “cammina, Molise!” e della transumanza, il cui territorio interno, con una costellazione di piccoli borghi è l’ambientazione ideale per il turismo a piedi, è rimasto fuori da questo primo repertorio che dovrebbe orientare gli amanti del trekking nel nostro paese.
E’ accaduto per l’azione inadeguata e inconcludente della Regione e del Consigliere delegato al Turismo (da Frattura), Domenico Di Nunzio

Lo scorso 4 novembre, al Museo Nazionale di Palazzo Massimo a Roma, alla presenza del Ministro Franceschini, del Coordinatore della Commissione Turismo e Industria Alberghiera della Conferenza delle Regioni e della Province Autonome Giovanni Lolli e del Direttore Generale del Turismo del MiBACT Francesco Palumbo, è stato presentato il portale www.camminiditalia.it.

Si tratta della prima mappatura ufficiale dei cammini d’Italia, un contenitore di percorsi e itinerari pensato come una rete di mobilità lenta ed esperienziale che al momento contiene oltre 40 itinerari: ci sono quelli dedicati ai santi, come i cammini francescani, laureatani e benedettini, quelli dedicati ai briganti come il sentiero che attraversa l’Aspromonte, il cammino di Dante che attraversa i luoghi dove Dante visse in esilio e scrisse la Divina Commedia, il sentiero della Pace che ripercorre luoghi e memorie della Prima Guerra Mondiale, e ancora la Via Appia, la Via Francigena, la Via degli Dei, il cammino di San Vicinio, la Via degli Abati, il sentiero Liguria, la Via Romea Germanica, il Sentiero del Dürer e tanti altri.

Da questo suggestivo elenco di possibilità per organizzare la propria vacanza a piedi è assente il Molise, la regione che da 23 anni ospita il laboratorio turistico-culturale di “cammina, Molise!”, quella che detiene la rete tratturale meglio conservata, il cui territorio è costituito in maniera preponderante da aree interne, scenario ideale per l’ambientazione di quel “turismo mitigato” di cui parla da anni Giovanni Germano, con la nutrita schiera di collaboratori che anima la sua bella e strategica iniziativa di rinascita territoriale.

Negli anni, intorno al turismo a piedi, nel Molise è cresciuta una rete di proposte originali e strutturate, progettate da giovani appassionati e preparati, che hanno saputo dare visione e prospettiva al loro lavoro; è il caso di “Tratturo coast to coast” di Francesco Cimino e del “Parco delle Morge” di Roberto Colella e Davide Vitiello, iniziative che avrebbero bisogno di coordinamento, sostegno e armonizzazione da parte della Regione Molise, nella figura e nella funzione del Consigliere delegato al turismo Domenico Di Nunzio.
Non solo queste iniziative intelligenti e innovative non sono state sostenute e coordinate dalla Regione, ma addirittura sono state estromesse, unitamente all’intero territorio regionale, dal primo Atlante telematico dei Cammini d’Italia.

Eppure il Ministero – lo ha sottolineato con forza Franceschini – per la compilazione dell’Atlante, ha lavorato serratamente e di concerto con le Regioni e con gli enti locali; l’Abruzzo per esempio è rappresentato da cinque itinerari, attraverso un ricco patrimonio archeologico, monumentale e naturale, con alcuni dei suoi luoghi più suggestivi. Nel Molise niente; come se questo piccolo lembo di terra davvero non esistesse, perso fra la litania di come siamo pochi, piccoli e marginali, e un piglio tronfio e provinciale, che ha fatto del “fumo negli occhi” la sua strategia d’imbonimento diffusa a reti unificate e senza contraddittorio.

Il turismo – quello culturale, consapevole e d’esperienza – potrebbe diventare davvero il sistema per ripensare, tutelare e valorizzare le nostre aree interne falcidiate dall’abbandono; questa prospettiva però non è nell’andamento delle cose di questa regione allo stremo, è un ambizioso, colto e articolato progetto di controtendenza, che richiede chiarezza di idee, consapevolezza dei propri mezzi e soprattutto una mentalità aperta e inclusiva.

Per evitare di essere esclusi dall’Atlante nazionale dei Cammini e dunque di scomparire dalla proposta nazionale di turismo a piedi, avremmo potuto (dovuto) affidarci alla nostra università, alla sua facoltà di Scienze del Turismo con sede a Termoli, che costruisce e coltiva un rapporto vivace e fecondo con le esperienze più innovative che agiscono nei nostri territori; le studia, le indirizza, le potenzia e cerca di traferirle.

Non è stato così; non abbiamo fatto così; ci siamo presentati inadeguati e sprovvisti con Domenico Di Nunzio e abbiamo segnato un’altra battuta d’arresto che peserà negativamente sull’impegno e sui risultati dei tanti nostri giovani che operano per la promozione e la valorizzazione del territorio. C’è un’emergenza che caratterizza la nostra condizione a tutti i livelli: quella di una classe dirigente, diriffo o diraffa collegata alla politica, platealmente inadeguata a disegnare un futuro meno triste, senile e miserevole per la nostra comunità. Senza tema di smentite, si può affermare che Domenico Di Nunzio, addirittura esteticamente, questa classe dirigente la rappresenta e la riproduce.

Antonio Ruggieri32 Posts

Nato a Ferrazzano (CB) nel 1954. E’ giornalista professionista. Ha collaborato con la rete RAI del Molise. Ha coordinato la riedizione di “Viaggio in Molise” di Francesco Jovine, firmando la post—fazione dell’opera. Ha organizzato e diretto D.I.N.A. (digital is not analog), un festival internazionale dell’attivismo informatico che ha coinvolto le esperienze più interessanti dell’attivismo informatico internazionale (2002). Nel 2004, ha ideato e diretto un progetto che ha portato alla realizzazione della prima “radio on line” d’istituto; il progetto si è aggiudicato il primo premio del prestigioso concorso “centoscuole” indetto dalla Fondazione San Paolo di Torino. Ha ideato e diretto quattro edizioni dello SMOC (salone molisano della comunicazione), dal 2007 al 2011. Dal 2005 al 2009 ha diretto il quotidiano telematico Megachip.info fondato da Giulietto Chiesa. E’ stato Direttore responsabile di Cometa, trimestrale di critica della comunicazione (2009—2010). E’ Direttore responsabile del mensile culturale “il Bene Comune”, senza soluzione di continuità, dall’esordio della rivista (ottobre 2001) fino ad oggi. BIBLIOGRAFIA Il Male rosa, libro d’arte in serigrafia, (1980); Cafoni e galantuomini nel Molise fra brigantaggio e questione meridionale, edizioni Il Rinoceronte (1984); Molise contro Molise, Nocera editore (1997); I giovani e il capardozio, Nocera editore (2001).

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