Il Blitz (con selfie) di Aida Romagnuolo da Toninelli/ Tentata beffa leghista ai parlamentari 5stelle

Lui e Lei

testata sblog tabassoChi ha qualche capello bianco forse ricorda i parlamentari della Prima Repubblica, tutti DC, che si aggiravano nei Ministeri in questua di soldi da destinare al proprio collegio elettorale. Seguivano telegrammi ai sindaci: “Lieto comunicarti ministero habet stanziato lire 125 mila lavori rifacimento muro cimiteriale.”

Oggi è diverso. Può accadere che un ignoto consigliere regionale in panni da parlamentare faccia un blitz a Roma, agganci proditoriamente un ministro e ne capta gratuite promesse con annesso selfie (non si negano a nessuno e non costano nulla), quindi torna al paesello per diffondere la lieta ma fasulla novella. Stiamo ovviamente parlando di Aida Selfie Romagnuolo che ha tampinato il pensoso ministro dei trasporti Toninelli per dirottarne i pensieri dal tunnel del Brennero ai malmessi viadotti del Molise.

Bisogna ammettere che la visita è comunque servita a informare Danilo che il Molise esiste, al contrario del tunnel. Inoltre che una leghista parli di viadotti e non di muri pare un autogol, sta però di fatto che la sua mossa, troppo furba per essere volontaria, è diretta a oscurare in modo concorrenziale i tentativi grillini di spuntare fondi da Toninelli. Può darsi che, per opportunità politica, i parlamentari pentaleghisti sorvolino sulla tentata beffa della consigliera, a loro inferiore per rango istituzionale ma pari per contratto governativo.

Al loro posto le ritorcerei contro il comunicato da lei stessa diffuso ai media molisani. Dove si legge ad esempio che “la capogruppo della Lega ha chiesto al ministro un sincero interessamento, per la soluzione del grave problema che vede coinvolti i viadotti del Molise” e si conclude con un “Toninelli ha assicurato il suo sincero interessamento”. Come dire che da questa poetica Fiera della Sincerità, è uscita in concreto solo aria, sincera ma fritta.

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Da fervente cultore della retorica romagnuolesca, propongo l’analisi di quest’altro brano del suddetto comunicato: “Personalmente il Molise e i molisani restano al primo posto della mia attività politica e nulla e nessuno, potrà mai impedirmi d’impegnarmi per il bene supremo di tutti i cittadini, alle parole preferisco i fatti, considerato che gli elettori molisani mi hanno votato non per farmi accomodare su una delle tante poltrone del Consiglio Regionale.”

Se ne deduce: a) che qualche don Rodrigo grillino vuole impedirle di dedicarsi a un Bene Supremo; b) che se le capita di assentarsi in Consiglio regionale per collezionare selfie, è solo per non accomodarsi in una delle tante poltrone della Casta; c) che lei preferisce i fatti alle parole. Asserzione quest’ultima che, a giudicare dall’arditezza lessicale di quel “personalmente il Molise e i molisani restano al primo posto della mia attività…”, fa capire bene perché Aida preferisca i fatti alle parole.

Postilla – Il sito <campobassoweb.it> ha riportato il comunicato in questione con questo sensazionale “cappello”: “Con il solito garbo e gentilezza, Romagnuolo ha chiesto al ministro Toninelli…”. Sì, caro collega, è sicuramente vero che la tua celeste Aida usi solitamente garbo e gentilezza verso ministri e personaggi da selfie, però controlla se per caso stesso garbo e gentilezza lo abbia riservato a vescovi, migranti, simpatizzanti del modello Riace, propugnatori di ius soli…

Giuseppe Tabasso58 Posts

Nato a Campobasso nel 1926, laurea in lingua e letteratura inglese, ha iniziato la carriera giornalistica in vari periodici (Gente, L’Europeo, Radiocorriere). Inviato speciale di politica estera al GR3 della Rai, ha seguito dal 1976 i massimi eventi internazionali e 13 viaggi di Giovanni Paolo II all’estero. Ha lavorato a Strasburgo come redattore parlamentare, a New York presso la Rai Corporation, a Londra e a Colonia per le sezioni italiane della BBC e della Detuschland Funk. Pubblicazioni: Il settimanale con Nello Ajello (Ediz. Accademia, Roma 1978); Facciamo un giornale, Manuale di giornalismo per studenti, insegnanti e apprendisti comunicatori (Edizioni Tuttoscuola, Roma 2001); Il Molise, che farne? (Ed. Cultura & Sport, Campobasso 1996); per le Edizioni Il Bene Comune: Post Scriptum. Prediche di un molisano inutile (2006); Gaetano Scardocchia, La vita e gli scritti di un grande giornalista (2008), Molise, anno zero (2009) e Moliseskine (2016); per l’Editrice Filopoli, Mol(is)eskine (2013); Gli Esuli. Tra il mito di Abramo e di Ulisse (in Campobasso capoluogo del Molise, Vol. III, Palladino Editore). Ha diretto con Tarquinio Maiorino il mensile Molise (1992/3).

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