Il debutto della Lega alle amministrative del Capoluogo/L’insostenibile umiltà di un Carroccio dal volto umano

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nell'articoloIn vista delle elezioni amministrative di Campobasso, le forze politiche scaldano i muscoli. La Lega si prepara al debutto e il consigliere comunale Alberto Tramontano, passato da una lista civica al partito di Salvini, ha anticipato in un video cosa dovremo aspettarci: “la Lega sarà protagonista con umiltà”.  Ascoltare dalla bocca di un politico, per giunta leghista, una parola così insolita come “Umiltà”, è un avvenimento. Se non fosse puro marketing elettorale, potremmo gridare al miracolo: la nascita di una Lega dal volto umano.

Il termine Umiltà, che è il contrario di Superbia, abbonda infatti in testi religiosi, ma non è rintracciabile nel vocabolario della politica e figuriamoci in documenti e discorsi di seguaci o di leader del Carroccio. Da Bossi a Salvini il repertorio lessicale leghista è da tenere lontano dalla portata dei bambini. Ma come dobbiamo interpretare allora questo “protagonismo con umiltà” della Lega (ammesso che i due termini possano convivere)?

Le parole, si sa, sono pietre e in politica possono fare molto male. (Il 15 febbraio scorso lo spread è schizzato sopra di 10 punti per una frase dell’esponente leghista Borghi che non escludeva un’Italexit.).  Cosa c’è insomma dietro il francescanesimo di Tramontano? Il sospetto che sorge per primo è che si tratti della solita furbata del solito politico-lupo che prende l’elettorato per Cappuccetto Rosso e si traveste da (umile) nonnina. Ma potrebbe anche darsi che si tratti di una direttiva giunta dal quartier generale di via Bellerio (“fate i buoni”) per non allarmare troppo i soci di Governo dopo la scoppola abruzzese.

Una terza ipotesi è che Tramontano mandi un pizzino “interno” al suo litigioso partito affinché in campagna elettorale siano bandite le poco “umili” intemperanze che infuocarono le scorse regionali (chiedere a mons. Bregantini). Insomma il messaggino subliminale di Tramontano è: “Aida, datti una calmata e non rovinarmi la piazza”. Funzionerà? Mancano tre mesi e tutto può succedere.

Morale. “L’umiltà, disse Sant’Agostino, rende gli uomini uguali agli angeli”, ma quel paradiso è proibito ai diavoli della politica. Tramontano potrà pure comiziare in saio francescano e portare pasti caldi negli Sprar, ma se vuol essere credibile come leghista guai a farsi sorprendere in atteggiamenti umili verso i migranti e a spargere speranze invece che paure. E’ così che la Romagnuolo si è sudata il suo bel seggio. Un leghista umile è una caricatura. Non ci tentarono nemmeno i democristiani. Dunque, caro Tramontano, meglio seguire la moda di Matteo il Truce e mettere quante più felpe nell’armadio. Altrimenti quelli votano Casa Pound.

Giuseppe Tabasso91 Posts

Nato a Campobasso nel 1926, laurea in lingua e letteratura inglese, ha iniziato la carriera giornalistica in vari periodici (Gente, L’Europeo, Radiocorriere). Inviato speciale di politica estera al GR3 della Rai, ha seguito dal 1976 i massimi eventi internazionali e 13 viaggi di Giovanni Paolo II all’estero. Ha lavorato a Strasburgo come redattore parlamentare, a New York presso la Rai Corporation, a Londra e a Colonia per le sezioni italiane della BBC e della Detuschland Funk. Pubblicazioni: Il settimanale con Nello Ajello (Ediz. Accademia, Roma 1978); Facciamo un giornale, Manuale di giornalismo per studenti, insegnanti e apprendisti comunicatori (Edizioni Tuttoscuola, Roma 2001); Il Molise, che farne? (Ed. Cultura & Sport, Campobasso 1996); per le Edizioni Il Bene Comune: Post Scriptum. Prediche di un molisano inutile (2006); Gaetano Scardocchia, La vita e gli scritti di un grande giornalista (2008), Molise, anno zero (2009) e Moliseskine (2016); per l’Editrice Filopoli, Mol(is)eskine (2013); Gli Esuli. Tra il mito di Abramo e di Ulisse (in Campobasso capoluogo del Molise, Vol. III, Palladino Editore). Ha diretto con Tarquinio Maiorino il mensile Molise (1992/3).

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