Reportage dal tratturo – 1 Girare in tondo tra il Celano-Foggia e il Castel di Sangro-Lucera

Di seguito troverete una specie di “istruzioni per l’uso” per percorrere un itinerario tratturale sperimentato “sul campo” dalla Sezione del Club Alpino Italiano di Campobasso. Quella che segue è la prima di nove puntate

di Francesco Manfredi-Selvaggi

C’è bisogno di rassicurare chi avesse intenzione di percorrere solo parzialmente l’itinerario proposto o anche solo parzialmente una delle sue tappe che è sempre possibile farlo. Infatti, se è vero che in zone altocollinari e montuose quale quella interessata dal trekking descritto di seguito vi sono difficoltà per lo sviluppo di comunicazioni viarie di tipo moderno le quali prediligono le fondovalli, come la Trignina che è tangente al nostro tragitto, è anche vero che vi è una fitta maglia di tracciati stradali secondari, anche se alcuni pure di livello Provinciale, che interseca in più punti il camminamento che qui si indica. Non vi sono solo strade asfaltate perché vi è pure una strada ferrata che si incontra a Carovilli, il treno Carpinone-Sulmona detto la Transiberiana d’Italia, minacciata dall’essere inclusa tra i “rami secchi” della rete ferroviaria nazionale (sono sempre da preferire, come ben sappiamo, i mezzi di trasporto collettivo tra cui vi sono gli autobus di linea che servono i vari comuni). Ci si tiene a precisare, in definitiva, che muoversi sulle piste tratturali è ben diverso che sui “cammini religiosi” che invece devono concludersi necessariamente in quel certo Santuario dove sono custodite le reliquie del Santo.

I punti tappa prescelti da noi sono, invariabilmente, i centri urbani, tutti di piccole dimensioni da queste parti, sia per i servizi che offrono (alloggiativi, ristorativi, ecc.) sia per il contatto con le comunità locali che ciò permette; a questo proposito è da dire che la civiltà della transumanza la quale è una forma di semi-nomadismo avanzato non è un sistema chiuso, cioè privo di rapporti con le società stanziali, che sono di tipo non solo commerciale. Gli scambi umani sono inevitabili non limitandosi alle soste nei paesi, perché avvengono lungo l’intera asta tratturale consentendo a coloro che la frequentano (è l’esperienza di chi vive on the road, la cosiddetta vita di strada) di incontrare persone con le quali scambiare quattro chiacchiere o un semplice saluto e ciò, cioè la disponibilità a relazionarsi di quelli in cui ci si imbatte cambia a seconda del momento della giornata, in dipendenza, quindi, dell’orario lavorativo o se si è all’ora di pranzo o alla fine del tempo di lavoro. Non si tratta di distrazioni che rallentano la marcia perché la vicinanza con la gente costituisce elemento essenziale di un viaggio che vuol essere tale e non ridursi a qualcosa di simile ad una visita turistica itinerante. Ci soffermiamo ora su un aspetto centrale dell’itinerario che si propone il quale è che si tratta di un circuito escursionistico ad anello, in cui, cioè, il punto di partenza coincide con il punto di arrivo e ciò non a livello di singola tappa bensì del trekking nel suo insieme. È ben diverso dai “cammini”, così in voga oggigiorno, i quali hanno una meta definita, di regola il santuario perché nascono come vie di pellegrinaggio; essi sono percorsi di sola andata anche se è possibile immaginare di ripercorrerli all’incontrario, ma ciò rappresenta un’eccezione.

Lo stesso Sentiero Italia in cui ci imbatteremo a Pescolanciano, una creatura anch’essa del Club Alpino Italiano, un tragitto pedonale a scala nazionale, costituisce una percorrenza di tipo lineare, non si sviluppa in modo circolare; del resto ciò è determinato dalla forma del nostro Paese la quale è lunga e stretta (salvo l’arco alpino, ma è un’altra storia) proponendosi il Sentiero Italia di essere in un certo qual modo il filo conduttore per la conoscenza dei monti della nazione che è, poi, la finalità statutaria di questa associazione. In definitiva, quella che si considera la specificità del trekking che si va a intraprendere e che lo distingue da altre esperienze nel campo, dai cammini alla frequentazione di tratti del Sentiero Italia, è il suo andamento planimetrico che disegna un cerchio. Visto che abbiamo parlato del Sentiero Italia si ritiene di dover sottolineare un’altra differenza con quest’ultimo, almeno con quello delle sue versioni iniziali, eravamo in un periodo in cui ancora gli escursionisti privilegiavano le camminate in zone in altitudine, cosa che in seguito cambierà con la progettazione di varianti del S.I. a bassa quota.

In epoca recente si ha la riscoperta della sentieristica collinare e di media montagna e financo del piano e con essa dei tratturi le millenarie piste erbose che dalle montagne abruzzesi portano alle pianure pugliesi attraversando le colline molisane le quali, anzi, costituiscono il segmento maggiore del viaggio delle greggi transumanti, la fascia attitudinale, intermedia tra il monte e il piano, in cui indugiano a lungo, trascorrono gran parte del tempo durante la transumanza. È una vera inversione di rotta quella che ha effettuato il movimento, sempre più in crescita, escursionistico che fa il paio con quella che qui si prospetta di scendere verso il Tavoliere indifferentemente tramite il Castel di Sangro-Lucera o il Celano-Foggia, uno dei due, e risalire in direzione dei rilievi montuosi dell’Abruzzo mediante l’altro dei due. Se c’è una differenza tra i 2 tratturi che può condizionare la scelta, favorendo l’uno rispetto all’altro nell’andare, beninteso consapevoli che nella percorrenza all’inverso la situazione si rovescerà è che nel Castel di Sangro-Lucera i paesi si concentrano lungo la via pastorale e, invece, se ne distanziano nel caso del Celano-Foggia; quindi nel primo i punti di appoggio aumentano e questo è un vantaggio non da poco per l’escursionista favorendone il viaggio.

ph. La mappa della rete tratturale

0 Comments

Lascia un commento

Login

Welcome! Login in to your account

Remember me Lost your password?

Lost Password