Effetto bandwagon/La sconcertante carriera di Jari Colla, inquisitore leghista

testata sblog tabassoLa celebre battuta di Ennio Flaiano sugli italiani che “vanno in soccorso dei vincitori” è sempre attuale. Questo effetto “soccorso” pare in voga nel Molise e si dice che politici e aspiranti tali facciano la fila per salire sul carro, o meglio sul Carroccio. Si chiamano anche “effetto carrozzone” o “bandwagon” (saltare sul carro della banda per godersi musica e parata a sbafo). Tutto grazie agli “Istinti del gregge” e alle narrazioni populiste che i nostri padri latini chiamavano argumentum ad populum.

Succede però che il Carroccio diventa la Safety car di cacciatori di seggi (pardon, poltrone) o la Temptation Island di trasformisti d’ogni rima, perciò chi bussa per salirvi deve sapere che “la Lega apre le porte solo se si condivideranno una serie di valori e di punti fissi”. Parole sante e testuali del deputato Jari Colla, commissario leghista del Molise, sulle quali sarebbero utili almeno un paio di chiarimenti.

1) A quali “valori e punti fissi” i richiedenti asilo nella Lega dovranno riferirsi prima di sottoporsi all’esame d’ammissione?
2) Con quale metodo l‘Inquisitore istruirà il processo di accertamento sull’ammissibilità dei candidati? Appurerà se sono di razza ariana, se nutrono simpatie per Putin e per la “democrazia illiberale” di Orban, se sono contro lo ius soli? Si inquisirà su inammissibili trascorsi dei candidati, tipo: aver votato o aderito al PD o al M5S, aver adottato bambini neri, aver fatto donazioni a Emergency o a Medici senza Frontiere, ecc.? Oppure basterà solo presentarsi all’esame in felpa no-euro, con attestati di partecipazione a cene sulla Marcia su Roma, o semplicemente esibendo un selfie con Salvini e la Meloni?

Detto questo mettiamo da parte l’ironia, poiché c’è un aspetto della vicenda sul quale ogni ironia sarebbe del tutto fuori posto. Mi riferisco al fatto che questo signor Colla, calato da Cinisello Balsamo nel Molise a fare l’inquisitore e a blaterare di “Valori”, ha subito una condanna a un anno e otto mesi per peculato nella famosa “Rimborsopoli” lombarda, quella dei “rimborsi pazzi” per ben 3 milioni di (nostri) euro che coinvolse 52 consiglieri o assessori regionali leghisti, tra cui Renzo Bossi jr. (2 anni e 8 mesi) e gli attuali capogruppo della Lega al Senato, Riccardo Molinari, e alla Camera, Massimiliano Romeo (1 anno e 8 mesi per entrambi).

Ebbene, questo Colla non è soltanto uno dei deputati leghisti che alla Camera hanno rifiutato un applauso a Liliana Segre, sopravvissuta all’Olocausto e monito vivente di una tragedia dell’umanità.

Fosse tutto qui. Il 6 e 7 luglio del 2018 Jari Colla, insieme ai parlamentari leghisti Igor Iezzi, Paolo Grimoldi e William De Vecchis, partecipò ad Abbiategrasso a un raduno neo nazista intitolato “Festa del Sole”, promosso dal movimento “Lealtà e Azione”, nel corso del quale furono citati e applauditi brani di un discorso di Mussolini. L’evento fu contestato da 22 sindaci milanesi, da varie sigle antifasciste e, guarda caso, dalla senatrice Liliana Segre che si rivolse al Ministro dell’Interno Salvini per bloccare, scrisse, “il raduno di un raggruppamento di chiara ispirazione neonazista e razzista.”

Insomma, avete capito chi ci viene a parlare di VALORI? E con chi s’imbarcano i molisani?

Giuseppe Tabasso130 Posts

Nato a Campobasso nel 1926, laurea in lingua e letteratura inglese, ha iniziato la carriera giornalistica in vari periodici (Gente, L’Europeo, Radiocorriere). Inviato speciale di politica estera al GR3 della Rai, ha seguito dal 1976 i massimi eventi internazionali e 13 viaggi di Giovanni Paolo II all’estero. Ha lavorato a Strasburgo come redattore parlamentare, a New York presso la Rai Corporation, a Londra e a Colonia per le sezioni italiane della BBC e della Detuschland Funk. Pubblicazioni: Il settimanale con Nello Ajello (Ediz. Accademia, Roma 1978); Facciamo un giornale, Manuale di giornalismo per studenti, insegnanti e apprendisti comunicatori (Edizioni Tuttoscuola, Roma 2001); Il Molise, che farne? (Ed. Cultura & Sport, Campobasso 1996); per le Edizioni Il Bene Comune: Post Scriptum. Prediche di un molisano inutile (2006); Gaetano Scardocchia, La vita e gli scritti di un grande giornalista (2008), Molise, anno zero (2009) e Moliseskine (2016); per l’Editrice Filopoli, Mol(is)eskine (2013); Gli Esuli. Tra il mito di Abramo e di Ulisse (in Campobasso capoluogo del Molise, Vol. III, Palladino Editore). Ha diretto con Tarquinio Maiorino il mensile Molise (1992/3).

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