Luminarie di Larino. Al di là della bellezza…

di Anna Maria Di Pietro

Inizierà domani 7 dicembre e si protrarrà per tutti i fine settimana successivi, fino al giorno dell’Epifania, la terza edizione dell’evento che “illumina d’immenso” la città frentana e non solo; una manifestazione nata senza pretese dall’idea di Salvatore Faiella, Presidente dell’Associazione “Larino nel cuore”, ma che negli anni si è trasformata in qualcosa di più, acquisendo una valenza che va oltre il semplice fatto estetico.

Sarebbe riduttivo e, forse, anche inutile, rimarcare lo spettacolo della magia di luci, che regala al borgo della Città un’atmosfera suggestiva; dal decumano ai vicoli stretti, tutto è semplicemente incanto. Quel che preme raccontare, invece, è “il dietro le quinte”, il bello che non si vede. A partire dall’autore, un imprenditore neppure originario di Larino, che a proprie spese è stato capace, nel tempo, di creare qualcosa di identificativo per la cittadina e per l’intera regione, un evento fortemente attrattivo, che richiama turisti da ogni parte dello stivale; non è raro in questi giorni vedere pullman carichi di visitatori e camper parcheggiati nelle diverse aree riservate, grazie a una capillare e programmata attività di promozione.

I numeri di presenze, cresciuti in maniera esponenziale nel corso delle varie edizioni, creano un indotto economico a favore di tutte le attività commerciali. Aspetto meno materiale e più etico, ma egualmente fondamentale, risiede nel fatto che le “Luminarie” rinsaldano quello spirito comunitario che porta a unire le mani e lavorare per un obiettivo comune: molti sono i cittadini, giovani e meno giovani, che mettono a disposizione il proprio tempo e le proprie competenze, sia nei lunghi mesi di preparazione dell’evento, sia durante lo svolgimento.

Dunque, un’ottima macchina organizzativa privata, da cui, forse, il settore pubblico dovrebbe prendere spunto. Le “Luminarie” rappresentano davvero un disegno innovativo, un volano per il rilancio del turismo e, cosa non trascurabile, una notevole vetrina per il Molise. Nonostante questo, non hanno vinto il Bando regionale “Turismo è Cultura”, per la cui partecipazione si è dovuto chiedere l’appoggio di ben due Comuni, quello di Guardialfiera e quello di Ripabottoni. Questo perché il Comune di Larino partecipava allo stesso bando, che poi ha vinto presentando un progetto che comprendeva la Festa di San Pardo, la Fiera d’Ottobre, eventi storici per la Città, e due nuovi progetti, “La Mediterranea”, una sorta di fiera gastronomica che non ha avuto il risultato sperato nonostante i soldi spesi, e “Natale da Vivere”, con il quale le “Luminarie” si sono dovute “incastrare” e anche scontrare, per tutta una serie di requisiti, anche un po’ cavillosi, richiesti all’organizzatore.

Senza entrare nel merito di questioni affrontate anche pubblicamente, quest’anno Larino avrà un Natale “sfarzoso”: da una parte la magia di luci, dall’altra tutta la serie di iniziative organizzate dall’Amministrazione. Quest’ultima ha pensato a spettacoli di ogni tipo: giocoleria, rappresentazioni teatrali, documentari, convegni, musica, anche con zampogne itineranti e chi più ne ha, più ne metta! Poi, proprio per non farsi nulla mancare, addirittura Babbo Natale non sarà uno, ma due! Infatti, oltre a quello del villaggio sempre a lui dedicato nelle Luminarie, il 15 ci sarà anche quello “comunale” che incontrerà i più piccoli. Chissà cosa penseranno i bambini e a chi crederanno, se all’uno o all’altro… Gli incastri non sempre combaciano… Aspettando l’accensione delle luci, un plauso va a Salvatore Faiella, cittadino virtuoso, che, senza nessun appoggio istituzionale di sorta, ma con il solo aiuto di cittadini altrettanto virtuosi, porta avanti, non senza difficoltà, un progetto che “riaccende” un po’ di speranza, ormai da anni assopita.

Anna Maria Di Pietro66 Posts

Nata a Roma (Rm) nel 1973, studi classici, appassionata lettrice e book infuencer, si occupa di recensioni di libri e di interviste agli autori, soprattutto emergenti.

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