Vaccinati d’eccellenza

di Paolo Di Lella

Se non fosse da piangere, sarebbe da ridere. Come quando i bambini commettono una marachella e se ne stanno in coperta ad osservare il povero malcapitato che sbraita alla ricerca del colpevole, trattenendo il fiato per non farsi scoprire, così Aldo Patriciello, dopo giorni e giorni di polemica e di sospetti su eventuali furbetti che avessero ricevuto il vaccino illegittimamente, avvertendo probabilmente il fiato sul collo, esce allo scoperto dichiarando che sì, a lui il vaccino è stato somministrato.

Con il suo solito tono non troppo umile si è giustificato rivendicando il suo ruolo di “operatore” sanitario. Un po’ come quando Berlusconi affermava di essere un ottimo operaio. Fa ridere, no?
Addirittura si è sentito in dovere di vaccinarsi “…per adempiere scrupolosamente alle disposizioni del Commissario all’emergenza Covid-19 Arcuri che raccomandano di vaccinare “chiunque graviti stabilmente nelle strutture ospedaliere e sanitarie, a qualunque titolo”.

La tesi di Patriciello, in poche parole, è che non ci sia differenza tra un imprenditore sanitario e un qualsiasi altro operatore.
Noi, francamente, non riusciamo a immaginarcelo in trincea a motivare medici e infermieri che lottano contro il covid. Ci risulta, tra l’altro, che neanche una delle strutture di cui è proprietario ospiti pazienti covid. Senza contare che ci sono migliaia di pazienti “ordinari” che per motivi seri di salute gravitano (più o meno) stabilmente nelle strutture ospedaliere e sanitarie e alcuni di questi sono anche stati contagiati.

E comunque, al di là di come la si pensi, il piano di vaccinazioni del governo nazionale contiene una lista delle categorie che hanno diritto alla priorità e tra queste quella dei padroni delle strutture private non è contemplata. Punto.

P.S. Il direttore generele dell’Asrem Florenzano, nei giorni scorsi, per spegnere le polemiche si era affrettato a rassicurare tutti sul fatto che non c’era alcun consigliere tra i furbetti. Di Patriciello era a conoscenza? Qualcuno in Consiglio regionale gli chiederà conto di questo?

Paolo Di Lella93 Posts

Nato a Campobasso nel 1982. Ha studiato filosofia presso l'Università Cattolica di Milano. Appena tornato in Molise ha fondato, insieme ad altri collaboratori, il blog “Tratturi – Molise in movimento” con l'obiettivo di elaborare un’analisi complessiva dei vari problemi del Molise e di diffondere una maggiore consapevolezza delle loro connessioni. Dal 2015 è componente del Comitato scientifico di Glocale – Rivista molisana di storia e scienze sociali (rivista scientifica di 1a fascia), oltre che della segreteria di redazione. Dal 2013 è caporedattore de Il Bene Comune e coordinatore della redazione di IBC – Edizioni. È autore del volume “Sanità molisana. Caccia al tesoro pubblico”. È giornalista pubblicista dal 2014

1 Comment

  • Rita Frattolillo Reply

    5 Febbraio 2021 at 18:49

    E figuriamoci se un Patriciello “qualunque” non avrebbe approfittato, infilandosi tra i primi! D’altronde, io so di idraulici e muratori che, di conoscenza in conoscenza, sono riusciti a vaccinarsi ben prima di Patrc… Come si dice, salti chi può, e intanto i fessi aspettano! Lo spirito civile, il senso del rispetto, non hanno mai brillato, né ieri, né oggi. Anzi, tanto meno oggi, tempo di più egoismo e di imbarbarimento a gogo!

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