Le linee di comunicazione un vantaggio e uno svantaggio per la costa

Prima è venuta la strada ferrata cui si è aggiunta la viabilità di grande comunicazione adriatica. Tali infrastrutture hanno favorito lo sviluppo turistico e industriale della fascia costiera e nello stesso tempo i binari hanno costituito, vedi Ramitelli, limitazioni all’accesso al mare
di Francesco Manfredi-Selvaggi
Vuoi vedere che andrà a finire che si avrà una situazione per gli stabilimenti balneari simile a quella dei trabucchi con i quali ultimi l’uomo ha esteso la sua orma dentro la superficie marina, non accontentandosi di occupare fino al limite la terraferma, ma si è spinto oltre la linea di costa costruendo in acqua questi apparati da pesca. I pontili sono come le palafitte delle civiltà terramaricole o altrimenti delle barchette ancorate in mare, non ormeggiate ad un molo, raggiungibili da terra con un’esile passerella. Qualcosa di simile potrebbe succedere a un “bagno” il quale arriverebbe ad assomigliare ad una rotonda sul mare di fredbuongustiana memoria a causa dell’erosione progressiva delle spiagge rischiando di venire a trovarsi con, per così dire, i piedi a mollo. C’è una differenza sostanziale tra gli stabilimenti e i trabucchi la quale è che mentre i secondi sono in legno i primi sono in cemento armato e questa dei lidi in c.a. è un’invenzione novecentesca; tale sistema costruttivo adottato per realizzare gli stabilimenti impedisce l’arretramento controllato del manufatto in caso di avanzamento del mare attraverso il suo montaggio e smontaggio.
Inoltre è un motivo di freno all’attuazione della direttiva Bolkestein in quanto i suoi contestatari, gli attuali gestori degli stabilimenti balneari, vorrebbero in caso di mancato rinnovo della concessione il risarcimento delle opere eseguite le quali non sono provvisorie di certo ma stabili, stagionali come sarebbero dovute essere. Da tener conto, pur se non è un’osservazione significativa per il nostro discorso, che il prolungamento sull’acqua dello stabilimento non permetterebbe di rispettare l’obbligo di legge di lasciare libera la battigia. È quella descritta una conseguenza prevedibile del fenomeno erosivo già in atto delle rive sabbiose come le nostre il quale si incrementerà nel futuro per colpa dei cambiamenti climatici i quali causeranno l’innalzamento dei mari obbligando allo spostamento all’indietro delle attrezzature per la balneazione. Non è, comunque, un problema solo di oggi e di domani, ma anche del passato per far fronte al quale vi fu uno sforzo finanziario notevole costruendo barriere frangiflutto che formano un cordone pressoché continuo lungo le coste dell’Adriatico generalmente basse.
La molla iniziale di questi lavori non fu la difesa della balneabilità in quanto, allora, nella seconda metà dell’800 non si era ancora sviluppato il turismo balneare, bensì la protezione della linea ferroviaria adriatica inaugurata nel 1863 con la parallela strada statale anch’essa adriatica. Le infrastrutture di grande comunicazione di interesse nazionale legando il Nord al Sud del Paese privilegiano le piane costiere proprio perché piane. Esse, in primis perché temporalmente prima la ferrovia nelle sue fermate previste, Petacciato e Campomarino, insieme alla successiva arteria viaria litoranea favoriscono la nascita dei lidi, in primis proprio perché, lo si ribadisce, la strada ferrata è precedente a quella carrabile, in prossimità delle stazioni. Non è, però, sempre così in quanto in alcuni tratti la stringente contiguità del fascio infrastrutturale, binari + corsie automobilistiche, o di uno dei due collegamenti trasportistici, succede a Ramitelli con le rotaie, alla marina impedisce la fruibilità della stessa. Il luogo in cui sorge Campomarino Lido è quello in cui la pianura costiera si distende di molto al di là dei tracciati ferroviario e motoristico, cosa che permette la nascita del predetto villaggio turistico. Nel cosiddetto Litorale Nord di Termoli la ferrovia e la statale riducono ad una stretta striscia tale litorale il che impone che l’insediamento turistico sia di tipo lineare, cioè con i caseggiati disposti in un’unica linea, tutti a confine con la riva del mare.
Rivieraschi, in definitiva, sono tanto il Litorale Nord quanto Campomarino Lido anche se tipologie insediative completamente diverse fra loro; una delle differenze da rimarcare è che mentre il primo è servito direttamente dalla viabilità principale il secondo è raggiungibile da questa tramite una sua diramazione. Questa della distanza degli stabilimenti balneari dalla viabilità primaria non sembra essere un fattore, comunque, che riduce l’entità del flusso di turisti. Stiamo parlando della mobilità a servizio della “costiera” e necessariamente dobbiamo accennare al suo snodo che è Termoli, il polo non solo perché baricentrico della, cambiando termine, “riviera” molisana. Per quanto riguarda il trasporto collettivo è da notare che gli ingressi, in senso metaforico le porte, alla città sono 3, la stazione ferroviaria, il terminal degli autobus e il porto per i traghetti, 3 modalità di traffico passeggeri. Innanzitutto va messo in evidenza che i fruitori dei bus e dei treni sono molto superiori a quelli delle imbarcazioni dirette alle Tremiti per cui la questione oggigiorno urgente riguarda l’accorpamento degli scali di treno e pullman al fine di razionalizzare i movimenti di coloro che viaggiano da o per la cittadina adriatica sulle carrozze ferroviarie o sulle autolinee.
Che il ruolo per l’imbarco per le isole stia lontano, visti i numeri di quanti si muovono per raggiungere S. Nicola e S. Domino, specie d’inverno, non è una faccenda pressante mentre lo è il rapporto tra i capolinea dei convogli ferroviari e delle corriere i quali congiunti fra loro potrebbero costituire una sorta di interporto, attrezzatura dove avviene lo scambio del vettore di trasporto (se si affianca un parcheggio auto adeguato il quadro si completa) permettendo lo smistamento degli utenti tra l’uno e l’altro mezzo, il che sarebbe agevolato mettendo in coincidenza le corse di treni e autobus.
L’occasione per arrivare a tale auspicabile messa in relazione diretta delle fermate di treni e autobus è quella della modifica in programma del tracciato dei binari, i quali attualmente dividono in 2 l’abitato, in cui si potrà tener conto dell’esigenza della predetta unificazione dei rispettivi terminali. In conclusione si cita una nuova infrastruttura di trasporto che è in corso di completamento la quale interessa l’intera sponda adriatica italiana la quale è la ciclovia dell’Adriatico.





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