La pacifica convivenza tra turisti e residenti a Termoli

Nel periodo estivo all’interno della cittadina adriatica si incontrano gli abitanti del luogo e i frequentatori dei suoi stabilimenti balneari. Essi si distinguono fra loro innanzitutto per l’abbigliamento, formali i primi e informali i secondi senza, comunque, che nel vestiario indossato questi ultimi rivelino di essere irrispettosi del luogo, del senso di urbanità che pervade questa località
di Francesco Manfredi-Selvaggi
Termoli, la sua zona centrale, ha una posizione invidiabile. La presenza del mare, anche quando non è visibile, è sentita, sentita perché stiamo per parlare di effetto sonoro, non fosse altro che il suono, seppure flebilmente udibile da una certa distanza, della risacca è il “rumore di fondo” della giornata per chi vive nei pressi. La brezza marina penetra all’interno con intensità che scema man mano che ci si allontana dalla linea di costa. C’è, poi, la sapidità dell’aria, che di per sé non ha odore né sapore, ma che qui il palato in qualche modo avverte specie di colui che non è abituato a stare in prossimità dell’ambiente marino, dovuta alla vicinanza con l’acqua salmastra del mare. Abbiamo evocato tre sensi, l’udito, il gusto, l’olfatto ne mancherebbero altrui due, ma uno, il tatto lo scarteremmo, solo chi cammina a piedi nudi sulla battigia può venire in contatto con il mare. Rimane la vista sul quale senso ci soffermeremo più a lungo degli altri, precisando che si rinunzia a trattare il famoso sesto-senso il quale avrebbe senso, proprio così, in quanto permette di percepire ovvero sentire, non nel senso, ancora lui, di udire, la prossimità del mare anche quando non si riesce a vederlo; in questo caso specifico il sesto-senso è come se fosse il senso della vista maggiorata.
Ci siamo: partiamo da piazza S. Antonio che è il punto più avanzato per osservare il mare, proprietà “geografica” che è stata accentuata alcuni decenni fa con lavori di riporto del terreno finalizzati al suo ampliamento. Ciò è vero se si esclude, ovviamente, il sito su cui sorge il Borgo Antico che assomiglia più a un isolotto che ad una frangia della terraferma. Da piazza S. Antonio il mare è ben visibile per un verso data la vicinanza e per l’altro verso per l’assenza di qualsiasi barriera fisica, con l’eccezione di un pezzo dell’ex cinema Adriatico, che impedisca la visione della distesa marina; la piazza non ha un fondale architettonico, il fondale è il mare stesso, quindi un fondale di pregio come si conviene alla piazza principale della città. La piazza in cui si trova il municipio, questa qui, è contornata per i tre quarti del suo perimetro dal costruito lasciando l’ulteriore quarto alla natura, all’Adriatico che le fa da sfondo. Aggiungiamo adesso una nuova informazione necessaria per permettere la comprensione della bellezza di tale veduta la quale è che Termoli è su una falesia, quindi a una quota abbastanza superiore al livello del mare. Ciò, il fatto di essere rialzata rispetto alla marina, fa si che l’orizzonte si allontani e dunque si ampli e così l’occhio possa guardare più lontano. Dalla piazza S. Antonio si vede in lontananza, si può scrutare quanto avviene a largo, ma non vicino, la sottostante spiaggia omonima nascosta allo sguardo di chi si affaccia da tale luogo pubblico, un autentico belvedere, per via di alcuni caseggiati frapposti tra il piede del rilevato che sorregge il prolungamento della piazza realizzato come si è detto in epoca recente e la marina capaci di bloccare i coni visivi diretti verso il basso. È questa una fortuna per la spiaggia in quanto il bagnante ha la sensazione di essere appartato, indisturbato come si conviene ad una località di villeggiatura, non in ambito urbano, nonostante che poche decine di metri distanziano i “bagni” come si diceva una volta dal resto dell’abitato.
La prossimità ai quartieri residenziali arricchisce l’esperienza di soggiorno a Termoli, la frammistione fra gli spazi per il loisir e quelli dell’esistenza quotidiana; altrove, è raro che succeda vedi ad esempio la vicina Vasto dove vi è una cesura tra l’agglomerato abitativo posto in altura e la sua zona balneare evidentemente a quota “0”, la quale ha addirittura un nome proprio, Vasto Marina. Le spiagge, diciamo così, urbane sono assai rare almeno in Italia. La striscia litoranea appare viva nel periodo estivo quando è affollata di turisti mentre in quello invernale si svuota diventando desertica, è la lunga distesa sabbiosa ad evocare l’immagine del deserto, i vari lidi nella stagione fredda rimangono chiusi. Pure in inverno la spiaggia potrebbe rappresentare una risorsa per la città e, però, risulta frequentata solo da un ristretto numero di persone che amano camminare lungo la battigia o prendere il sole sdraiati su un tappetino poggiato sulla sabbia quando temperatura e soleggiamento lo consentono. In tale arco dell’anno il litorale riacquista i suoi caratteri naturali e, allora, potrebbe attrarre anche visitatori da fuori città, potrebbe diventare uno sfogo per il tempo libero, accessibile a chiunque, in quanto demanio regionale. È un bel vantaggio, avercene le città di superficie da destinare al divertimento nella natura. Isernia non ce l’ha, Campobasso ce l’avrebbe, la Collina Monforte che però i campobassani sfruttano poco.
Occorrerebbe, comunque, un minimo di attrezzature da giardino, diciamo, come passerelle, panche, tavolini per consumare colazioni, magari un chiostro per la somministrazione di bevande, servizi igienici, una tettoia per ripararsi in caso di pioggia improvvisa. Sarebbe bello avere un palchetto in cui far suonare una banda nei giorni festivi se l’aria non è troppo gelida e se il mare non è mosso e quindi rumoroso. Termoli ne guadagnerebbe perlomeno in visibilità e si favorirebbe nel contempo la familiarizzazione della popolazione con il “proprio” mare, invogliando i turisti “agostani” a fare una capatina nella cittadina anche fuori stagione spingendo ad affezionarsi anche loro alla meta elettiva per le vacanze. Sarebbe un modo per far conoscere le trasformazioni dell’ambiente costiero nell’avvicendarsi delle stagioni, invitare i vacanzieri ad intendere la loro vacanza anche quale occasione per venire in contatto con l’ecosistema marino e in ciò sarebbe d’aiuto una tabellonistica contenente indicazioni sull’avifauna, sui pesci, sulla vegetazione, ecc. e la loro stagionalità così come l’allestimento di mostre in un centro visita appositamente predisposto da collocare sul lungomare. I gestori degli stabilimenti in questi periodi morti potrebbero dare una mano.
Ph. F. Morgillo-Relax con vista sulla costa molisana al tramonto






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