Fred Bongusto: dopo l’addio, qualche idea per ricordarlo

La scomparsa di Fred Bongusto pone il problema di come la sua città natale e la sua regione debba farsene vanto, di come gestire al meglio la manutenzione del ricordo di un suo figlio divenuto icona nazionale.

A livello municipale c’è un attendismo evidentemente mirato a non deludere la cittadinanza con decisioni troppo affrettate, intanto da qualche affermazione girata sui social emerge una tendenza favorevole a intitolare a Fred non solo una strada ma lo storico Teatro Savoia.

Questa potrebbe essere comunque l’occasione buona per rinnovare una memoria campobassana troppo a lungo intoccabile e fossilizzata. Da anni ho personalmente coltivato la vana illusione di “desavoizzare” la toponomastica cittadina e di molisanizzare scuole, teatri e conservatori.

Dunque, nel tentativo di stimolare proposte per così dire “dal basso” che aiutino l’amministrazione comunale a tener conto degli umori di cittadini (indigeni e allogeni), mi spingo a sottoporre qualche idea in proposito.

Quanto al Savoia, pensavo in passato di restituirgli l’antica denominazione di «Teatro Sociale», oppure di intitolarlo all’operista Gammieri o al più noto Adriano Lualdi.

Oggi invece credo che il Savoia debba essere più propriamente intitolato a un attore, a grande attore campobassano ingiustamente e assurdamente dimenticato come Alberto Bonucci, verso il quale la città avrebbe il dovere di riscattare un debito di irriconoscenza.

Quanto alla strada da dedicare a Fred, o gli s’intitola quella dov’è nato (la ex via Marconi), oppure una delle due principali e parallele vie del centro intitolate alla Regina Elena di Savoia e a al Re Vittorio Emanuele.

Tuttavia la mia personale preferenza va a una duplice opzione: quella di realizzare un Fred Bongusto in bronzo con la chitarra, poggiato ad esempio su un muretto o su una panchina ad hoc lungo il Corso e inoltre di dedicargli un Memorial in uno spazio fisso multimediale ricco di reperti, di foto, dischi, video, abiti, post, lettere, coppe e via ricordando l’Italia del boom e il Molise di.

Data di inaugurazione: il prossimo 6 aprile, data di nascita del Fred nazionale.

Giuseppe Tabasso136 Posts

(Campobasso 1926) ha un nipotino, due figli e una moglie bojanese, sempre la stessa dal 1955. Da pianista dilettante formò una band con Fred Bongusto. A suo padre Lino, musicista, è dedicata una strada di Campobasso. Laureato in lingua e letteratura inglese, è giornalista professionista dal 1954. Nel 2018 è passato dall’Ordine dei Giornalisti del Lazio a quello del Molise per terminare la carriera dove l’ha iniziata. Ha lavorato in vari quotidiani e periodici (Paese sera, Corriere lombardo, Ore 12, L’Europeo, Annabella, Gente, Radiocorriere). Inviato di politica estera per il GR3 della RAI, ha lavorato a Strasburgo come redattore parlamentare, a New York presso la Rai Corporation, nelle sezioni italiane della BBC a Londra e della Deutschland Funk a Colonia. Pubblicazioni: Il settimanale con Nello Ajello (Ediz. Accademia, Roma 1978); Facciamo un giornale (Edizioni Tuttoscuola, Roma 2001); Il Molise, che farne? (Ed. Cultura & Sport, Campobasso 1996); Post Scriptum, Prediche di un molisano inutile (Bene Comune Edizioni 2006), Gaetano Scardocchia, La vita e gli scritti di un grande giornalista (2008), Moliseskine (Bene Comune Edizioni, 2016). Per le stesse Edizioni è in corso di pubblicazione Fare un giornale, diventare giornalisti, Manuale di giornalismo per studenti, insegnanti e apprendisti comunicatori.

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