Larino. Ripartono le attività didattiche in presenza, ma solo per pochi

di Anna Maria Di Pietro

Continua il malcontento legato alla “questione scuola”, che nella cittadina frentana tiene ormai banco da settembre, quando erano state messe in atto grandi manovre per garantire, oltre a un piano anti contagio efficiente, anche una sistemazione adeguata alle classi ricadenti nella parte della scuola Rosano interessata da ristrutturazione.

Tra chiusure per focolai nati all’interno di alcune classi, brevi riaperture con migrazioni verso altre strutture scolastiche e sdoppiamenti di classi per ovviare, pare, a un iniziale Piano Covid non proprio rispondente alle linee nazionali, nonostante le rassicurazioni giunte a inizio anno scolastico, circa il rispetto di tutte le norme anti contagio, la didattica in presenza ha seguito un andamento ondivago, a singhiozzo, a volte anche per scuse risibili quali, per esempio, la presenza di polvere in alcune aule del plesso Rosano, dovuta ai lavori in corso. Questione, questa, che non è mai stata sufficientemente chiarita. Comunque, dopo tanta incertezza, oggi la scuola ha riaperto, ma tra i banchi sono tornati solo gli alunni dell’Infanzia e quelli delle prime elementari. E questa volta il polverone si è alzato davvero, anche a causa di comunicazioni istituzionali contraddittorie e contrastanti arrivate tra il 5 e il 6 gennaio.

Dopo lunghi mesi di sospensione dell’attività didattica in presenza, in cui la DAD ha creato vari problemi, finalmente, nella mattinata del 5 gennaio il Dirigente scolastico e Vicesindaco di Larino, Antonio Vesce, attraverso un messaggio, ha comunicato ai genitori la riapertura delle scuole dell’Infanzia, Primaria e Media, spiegando in maniera dettagliata tutte le accortezze poste in essere, quali lo sdoppiamento delle classi più numerose della Primaria, per migliorare il livello di sicurezza relativo alle regole anti contagio (bisogna, in base a questo, pensare che alla riapertura dell’anno scolastico il Piano Covid non fosse adeguato?), aggiungendo che questo nuovo assetto sarebbe durato fino alla fine del mese. Una buona notizia e un sospiro di sollievo per i tanti genitori che, lavorando, hanno dovuto affrontare tante difficoltà durante questi mesi di chiusura.

Entusiasmo subito spento in tarda serata quando, dopo l’ordinanza del Presidente Toma, il Sindaco Giuseppe Puchetti ha comunicato la riapertura scolastica solo per l’Infanzia e la prime classi delle Elementari. Un provvedimento che ha suscitato molte perplessità, perché, dopo aver descritto la drastica riduzione dei contagi, ormai quasi a zero, attribuendo il risultato al civile comportamento dei larinesi che hanno rispettato le regole, ha aggiunto: “D’intesa con il dirigente scolastico Antonio Vesce, vista la nuova ordinanza del presidente della Regione sulla riapertura delle scuole, abbiamo deciso di lasciare aperta, oltre alla scuola dell’infanzia Rosano e Novelli, quella primaria soltanto per le prime classi, operando una divisione per la classe prima della Rosano più numerosa”. Con un successivo comunicato giunto nel pomeriggio di ieri, sicuramente in seguito alle tante proteste, ha spiegato che la decisione è stata presa in via precauzionale, in considerazione dei dati epidemiologici che vedono Larino quasi del tutto Covid free, promettendo, sempre di concerto con il dirigente scolastico, di riaprire anche le altre classi della Primaria, nel caso i dati attuali sul contagio saranno confermati nei prossimi giorni, escludendo, infine, di aver preso tale decisione per favoritismi personali.

Calandosi nei panni dei genitori che da mesi vivono l’incertezza anche della scuola e sono seriamente preoccupati per l’apprendimento, in quanto la DAD non è in grado di sostituire la didattica in presenza, bisogna sottolineare che forse hanno anche ragione a protestare quando da un giorno all’altro, e non è la prima volta, si vedono cambiare le carte in tavola, con decisioni supportate da ragioni a volte incomprensibili. Se il Sindaco voleva adeguarsi all’ordinanza del Governatore Toma che ha optato per la chiusura in via precauzionale per i possibili contagi che potrebbero aumentare in seguito alle appena trascorse vacanze natalizie, allora doveva tenere chiuse tutte le scuole e tutte le classi. Perché garantire la didattica in presenza solo ad alcuni alunni? Qual è stato il criterio adottato per tale scelta? Poi, visto che la cittadina è quasi libera da contagi, perché non riaprire le scuole così come annunciato dal dirigente il 5 gennaio? Da una parte si dice che ci si vuole allineare alla volontà regionale, ma dall’altra si riapre solo assai parzialmente.

Certo, le lezioni a distanza per i bambini di prima elementare rappresentano una maggiore difficoltà, proprio perché si tratta di un’esperienza del tutto nuova, ma non bisogna dimenticare che anche gli alunni dell’attuale classe seconda hanno interrotto il percorso scolastico in presenza a marzo, con una DAD che ci ha messo un po’ per ingranare la marcia. Per non parlare di tutti gli studenti bisognosi del sostegno scolastico, che hanno incontrato e ancora incontrano difficoltà nel seguire le lezioni a distanza e che, per legge, ricordiamolo, dovrebbero seguire le lezioni in presenza. E non dimentichiamo che anche per gli insegnanti è poco agevole gestire le lezioni tramite didattica a distanza, e che troppo spesso rappresentano il front office per lagnanze e proteste.

Una curiosità: ma alla scuola Rosano, che oggi ha riaperto alle prime classi e, a quanto detto dal Dirigente nel comunicato del 5 gennaio, avrebbe accolto, per garantire maggiore sicurezza, anche alcune classi del plesso Novelli, i lavori sono terminati? Una domanda lecita, visto che, ad oggi, nessuna comunicazione istituzionale è stata diramata a riguardo.

Sicuramente, la pandemia in corso, che dura da troppo tempo, ha acuito problemi ed esasperato gli animi, ma torniamo sempre sullo stesso punto: i genitori, come tutti i cittadini, hanno bisogno di chiarezza, trasparenza e non di decisioni, certamente sofferte, che cambiano di ora in ora e che, se non spiegate bene, gettano ombre, magari inesistenti, sulla gestione di una realtà così delicata come la scuola, che rappresenta il futuro di tutti i giovani larinesi.

Anna Maria Di Pietro90 Posts

Nata a Roma (Rm) nel 1973, studi classici, appassionata lettrice e book infuencer, si occupa di recensioni di libri e di interviste agli autori, soprattutto emergenti.

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