I nuovi assetti regionali/Arsenico e vecchi merletti

testata sblog tabassoLe grandi manovre post voto per la distribuzione degli incarichi hanno seguito il solito copione con una innovazione a sorpresa: il rimpasto anticipato. Chi si aspettava una rivoluzione grazie all’arrivo di truppe fresche, reduci di epiche ed etiche battaglie anti-sistema, è rimasto deluso. Niente di nuovo sotto il sole.

E’ perfino successo che la pattuglia dei 5 stelle, dopo aver bellamente incassato i voti dei due consiglieri PD per Patrizia Manzo vice-presidente del Consiglio regionale, si è ben guardata dal ripagare con la stessa moneta e hanno fatto fuori i dem perfino dagli organi di garanzia del governo. Manco un tweet #micaelastaiserena. Segno che i grillini, ormai scafatissimi, seguono ormai le più consolidate liturgie politiche. Arsenico e vecchi merletti, l’establishment rassicurato ringrazia.

Lo sgarbo a 5 stelle
Dinanzi a questa corsa alla poltrona, già odiatissimo simbolo di casta, la Fanelli ha subito reagito affermando che “il viaggio è appena iniziato e avremo modo di esercitare con ancora maggiore convinzione il ruolo di opposizione. Con uno strumento in meno, ma proprio per questo con molta più determinazione».
Capisco l’indignazione ed è bene che i dem non sgranocchino pop corn, però l’asserzione sullo “strumento in meno che rafforza la determinazione” e che spinge a “esercitare con maggiore convinzione il ruolo di opposizione”, si presta al dubbio che la convinzione sarebbe stata meno convinta se non ci fosse stato lo “sgarbo” grillino. Al posto della Fanelli, avrei magari reagito come Jean-Paul Sartre quando disse che “non basta rifiutare la Legion d’Onore, non bisogna far nulla per meritarsela”. Ma lasciamo perdere.

E ora?
La trappola che ha estromesso il PD da rappresentanze interne è un’umiliazione politica, che potrebbe perfino tramutarsi in una salutare occasione di ripensamento e di rilancio per almeno due considerazioni.
1) La mossa dei 5 Stelle per isolare i Dem è stata furba ma non intelligente, né lungimirante. Hanno rivelato una padronanza inaspettata dei meccanismi di potere ma anche una fatale trasformazione identitaria in atto. Di sicuro hanno rafforzato i loro “organici” ma col risultato di indebolire la loro forza propulsiva ante 4 marzo.  Potrebbero pagarne il prezzo.
2) Grazie alla legge dei vasi comunicanti e a un apparentamento che imporrà al sestetto grillino d’ingoiare vari rospi leghisti, il coltello dell’opposizione dura e pura potrebbe ora passare di mano e spiazzare tutti questi “avvocati del popolo”. Ci sarà comunque da attraversare il deserto del consenso e ritrovare unità dinanzi all’ordalia eurofoba e xenofoba. D’altra parte il nuovo governo regionale è compatto solo in apparenza ed è prevedibile che al termine della luna di miele del potere, esploderanno contraddizioni e contrasti, anche personali. C’è infine da tener conto che la nuova convulsa campagna elettorale in vista non potrà non avere ripercussioni sulla tenuta e sugli equilibri del nuovo governo regionale.

Giuseppe Tabasso136 Posts

(Campobasso 1926) ha un nipotino, due figli e una moglie bojanese, sempre la stessa dal 1955. Da pianista dilettante formò una band con Fred Bongusto. A suo padre Lino, musicista, è dedicata una strada di Campobasso. Laureato in lingua e letteratura inglese, è giornalista professionista dal 1954. Nel 2018 è passato dall’Ordine dei Giornalisti del Lazio a quello del Molise per terminare la carriera dove l’ha iniziata. Ha lavorato in vari quotidiani e periodici (Paese sera, Corriere lombardo, Ore 12, L’Europeo, Annabella, Gente, Radiocorriere). Inviato di politica estera per il GR3 della RAI, ha lavorato a Strasburgo come redattore parlamentare, a New York presso la Rai Corporation, nelle sezioni italiane della BBC a Londra e della Deutschland Funk a Colonia. Pubblicazioni: Il settimanale con Nello Ajello (Ediz. Accademia, Roma 1978); Facciamo un giornale (Edizioni Tuttoscuola, Roma 2001); Il Molise, che farne? (Ed. Cultura & Sport, Campobasso 1996); Post Scriptum, Prediche di un molisano inutile (Bene Comune Edizioni 2006), Gaetano Scardocchia, La vita e gli scritti di un grande giornalista (2008), Moliseskine (Bene Comune Edizioni, 2016). Per le stesse Edizioni è in corso di pubblicazione Fare un giornale, diventare giornalisti, Manuale di giornalismo per studenti, insegnanti e apprendisti comunicatori.

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