BLOCK NOTES/Il Premio Palmieri. Campobasso Regina della pizza. A chi tocca la Sanità

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testata sblog tabassoA un anno dalla scomparsa di Giorgio Palmieri, l’IRESMO gli ha intitolato un Premio (importo complessivo 5 mila euro), rivolto a studiosi, giovani ricercatori e studenti del IV e V anno degli Istituti superiori. Quattro gli ambiti tematici riguardanti il Molise: 1) Intellettuali e società durante il XIX-XX secolo; 2) Circolazione culturale tra ‘800 e ‘900: editori, librai, biblioteche, per una storia sociale del libro e dei suoi lettori; 3) Tra bibliografia e storiografia: studi di storia locale; 4) La rappresentazione del Molise fuori regione. Ottima scelta, pare dettata da Palmieri stesso. Dunque un plauso all’IRESMO. Però, diciamolo: che miseria quei 5 mila euro da spartire tra i volenterosi studiosi che si cimenteranno su temi così impegnativi. Quando, tra un secolo, qualcuno si occuperà di circolazione culturale tra il 2000 e il 2100 (tema nº 2), scoprirà che nel Molise la cultura campava di oboli pubblici e lo sport di munificenze private.

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Trip Advisor, il più consultato sito turistico internazionale, annuncia: “Cerchi la pizza migliore? Ecco le migliori pizzerie del mondo. Parola di viaggiatore!”. E pubblica la classifica delle “10 città regine della pizza” mondiale. Ecco le Top Ten:
1 Napoli (ovvio), 2 Salerno, 3 Modena, 4 Treviso, 5 Avellino, 6 Trapani, 7 Latina, 8 Campobasso, 9 Cosenza, 10 Cremona.
Si, avete letto bene, Campobasso. Capirete che per una regione che ha bisogno di notorietà come il pane (per non dire di pizza), la notizia meritava le prime pagine dei nostri giornali e di essere perfino sfruttata nella cartellonistica stradale: Campobasso città regina della gastronomia. (Per la cronaca: la pizzeria è indicata da Trip Advisor “in Via Nicola Neri 1/9, fine Via Principe di Piemonte verso Ferrazzano, Campobasso, 0874 196 1290”).

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Non ho votato i 5Stelle, riconosco però che al conclamato “Governo del Cambiamento” un po’ ci credevo. Pensavo ad esempio che, dopo tanti Vaffa al Sistema, quelli non potevano non dare una scrollatina all’albero delle famose “quote”, quelle che da noi hanno devastato il sistema sanitario nazionale.
Ora invece, dopo sei mesi di vuoto in quel settore, leggo su Primo Piano: “Commissario e sub commissario saranno indicati uno dai 5 Stelle e l’altro dalla Lega. Chi indica chi? Questo i pentastellati non lo dicono, ma i rumors accreditano l’ipotesi che il Molise toccasse ai 5s: quindi il commissario sarà un nome voluto da loro e il sub sarà scelto dal Carroccio”.
Cambiamento? Come sempre, invece di una palingenesi, assistiamo a una reicarnazione”. Nihil sub sole novum.

Giuseppe Tabasso62 Posts

Nato a Campobasso nel 1926, laurea in lingua e letteratura inglese, ha iniziato la carriera giornalistica in vari periodici (Gente, L’Europeo, Radiocorriere). Inviato speciale di politica estera al GR3 della Rai, ha seguito dal 1976 i massimi eventi internazionali e 13 viaggi di Giovanni Paolo II all’estero. Ha lavorato a Strasburgo come redattore parlamentare, a New York presso la Rai Corporation, a Londra e a Colonia per le sezioni italiane della BBC e della Detuschland Funk. Pubblicazioni: Il settimanale con Nello Ajello (Ediz. Accademia, Roma 1978); Facciamo un giornale, Manuale di giornalismo per studenti, insegnanti e apprendisti comunicatori (Edizioni Tuttoscuola, Roma 2001); Il Molise, che farne? (Ed. Cultura & Sport, Campobasso 1996); per le Edizioni Il Bene Comune: Post Scriptum. Prediche di un molisano inutile (2006); Gaetano Scardocchia, La vita e gli scritti di un grande giornalista (2008), Molise, anno zero (2009) e Moliseskine (2016); per l’Editrice Filopoli, Mol(is)eskine (2013); Gli Esuli. Tra il mito di Abramo e di Ulisse (in Campobasso capoluogo del Molise, Vol. III, Palladino Editore). Ha diretto con Tarquinio Maiorino il mensile Molise (1992/3).

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