Il flop di Salvini a Campobasso

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testata sblog tabassoMercoledì scorso, poche ore dopo lo schizzo dello spread in su e delle borse in giù per il disastroso “sforeremo il tetto del 3%” annunciato da Salvini, il grintoso “Capitano volante” è atterrato a Campobasso per rincuorare il manipolo d’alessandrista.
Freddo polare e finale di Coppa Italia gli sono stati provvidenziali per salvarlo da un clamoroso flop da penuria di pubblico che sul social gli sarebbe stato fatale. Così, ha disertato il poco ducesco balcone di Piazza Prefettura e ha preferito riparare al calduccio di un salone d’albergo per fare un pienone di selfisti e aspiranti vincitori della televendita “Vinci-Salvini”.

Non a caso l’evento si è aperto sulle note del “Vincerò”, ennesimo insulto propagandistico al pucciniano “Nessun Dorma”. Nei suo intervento e nelle interviste di rito, l’assenteista ministro dell’Esterno e della Propaganda non ha dichiarato qualcosa di diverso dal solito cavallo di battaglia di migranti e sbarchi in meno. Ma non ha voluto far mancare al suo pubblico raffinati esempi di lessico salviniano, come quando ha detto che “chi non va a votare, poi non deve rompere le palle”. Applausi fragorosi, anche se lui, record man di assenteismo parlamentare, non parlava di chi non vota la D’Alessandro, ma di si astiene proprio dal voto.

Né il Capitano poteva farci mancare il gran botto finale ad effetto: “Se alle Europee non otteniamo almeno il 30%, a Campobasso non ci vengo più”. Una minaccia per i selfisti, un sollievo per quelli che partecipano al “Perde-Salvini” e per quelli che hanno appeso alle finestre cartelli molto poco ospitali nei confronti del Vice-Premier. La serata si è infine chiusa sulle note e le parole di ‘Un mondo migliore’ di Vasco Rossi, che sembrano uno scongiuro:
Non è facile pensare di andar via
E portarsi dietro la malinconia
Non è facile partire e poi morire

Giuseppe Tabasso117 Posts

Nato a Campobasso nel 1926, laurea in lingua e letteratura inglese, ha iniziato la carriera giornalistica in vari periodici (Gente, L’Europeo, Radiocorriere). Inviato speciale di politica estera al GR3 della Rai, ha seguito dal 1976 i massimi eventi internazionali e 13 viaggi di Giovanni Paolo II all’estero. Ha lavorato a Strasburgo come redattore parlamentare, a New York presso la Rai Corporation, a Londra e a Colonia per le sezioni italiane della BBC e della Detuschland Funk. Pubblicazioni: Il settimanale con Nello Ajello (Ediz. Accademia, Roma 1978); Facciamo un giornale, Manuale di giornalismo per studenti, insegnanti e apprendisti comunicatori (Edizioni Tuttoscuola, Roma 2001); Il Molise, che farne? (Ed. Cultura & Sport, Campobasso 1996); per le Edizioni Il Bene Comune: Post Scriptum. Prediche di un molisano inutile (2006); Gaetano Scardocchia, La vita e gli scritti di un grande giornalista (2008), Molise, anno zero (2009) e Moliseskine (2016); per l’Editrice Filopoli, Mol(is)eskine (2013); Gli Esuli. Tra il mito di Abramo e di Ulisse (in Campobasso capoluogo del Molise, Vol. III, Palladino Editore). Ha diretto con Tarquinio Maiorino il mensile Molise (1992/3).

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