Intervista all’attore campobassano Salvatore De Santis uno dei volti della serie “Curon” trasmessa da Netflix nel 2020

di William Mussini

Salvatore, mi permetto di considerarti e definirti “attore” anche se so benissimo che non ami affatto presentarti come professionista del settore. Malgrado la tua comprensibile reticenza che deriva dall’approccio umile che da sempre hai adottato nel tuo percorso attoriale, nella consapevolezza di non aver mai frequentato accademie o scuole di recitazione, ti chiedo per questa intervista, di raccontare fino in fondo cosa rappresenta davvero per te l’esperienza sinora vissuta nel mondo delle fiction cinematografiche e televisive.

Prima di parlare dell’ultima tua performance nella serie Curon su Netflix, cominciamo dagli esordi; quand’è che ti sei avvicinato per la prima volta al mondo del cinema?

Ti ringrazio per avermi preso in considerazione, anche se mi sento come un pesce fuor d’acqua perché non sono abituato alle interviste…soprattutto se riguardano quello che considero semplicemente un hobby!
Fortunatamente ci sono validi professionisti, in regione, o almeno nati qui, che fanno davvero questo mestiere! Qualcuno, in virtù del suo talento, ha giustamente e finalmente varcato la soglia della notorietà! Siamo pochi in questa regione, e quando qualcuno ce la fa, dobbiamo solo esserne orgogliosi!
Per quanto mi riguarda diciamo che ho iniziato per gioco, a Roma, quando ero all’università e con gli amici si andava a fare una comparsata. Successivamente è passato un po’ di tempo fino ad un nuovo evento casuale: ho accompagnato una persona ad una selezione per comparse in “Gangs of New York” e hanno preso anche me!
Poco dopo, durante una delle mie serate da speaker in radio, un giorno si presenta un tale William Mussini, che aveva bisogno della mia faccia e ruolo da speaker per un suo corto, e da quel momento è stato un crescendo di esperienze! Concludendo: se questo hobby mi ha appassionato, è anche colpa tua!

Queste prime esperienze sono servite a lenire le tue insicurezze? In quale occasione hai avuto la netta sensazione che per continuare il percorso attoriale avresti dovuto sconfiggere definitivamente l’aspetto caratteriale che ti rendeva timoroso nell’affrontare nuove interpretazioni?

Naturalmente! Scoprendo l’acqua calda, posso dire che questo tale William Mussini è uno dei professionisti che sanno fornirti degli input per avvicinarti al settore, se è quello che desideri!
Per quanto riguarda il momento adrenalinico, l’ho vissuto un bel po’ di anni fa. Ero in Veneto, nel fantastico parco della Lessinia. Abbiamo girato un corto. Tutti professionisti tranne me e ad un certo punto mi sono reso che stavo per entrare in scena con le mie battute, battiti a tremila, tensione alle stelle! Fortunatamente, il mio battesimo è andato bene!

Hai conosciuto in questi anni, anche se parzialmente, il mondo dei casting e quello delle produzioni nazionali ed internazionali, che idea ti sei fatto? Cosa c’è di giusto e sbagliato nell’universo mainstream dell’arte audiovisiva?

Questa è una domanda per un attore professionista affermato, non per un amateur! Sei sicuro che sia il giusto interlocutore?
Beh, dopo aver fatto tanta gavetta, è giusto che il percorso di un attore affermato sia in discesa. Per gli attori minori, o alle prime armi, c’è l’imprescindibile ma estenuante trafila dei provini, volti alla ricerca del volto giusto.
In ogni caso, non si deve mai dimenticare che si tratta comunque di un vero e proprio ambito lavorativo, fatto di regole da rispettare, orari e tanta fatica, anche se le aspettative che spesso genera possono portarti fuori pista, soprattutto se sei molto giovane e non sei ben ancorato alla realtà! Come in tutti i settori lavorativi si ha a che fare con dei professionisti! Ovviamente, non sempre si riesce ad andare perfettamente d’accordo con tutti (fortunatamente non è il mio caso!)

A quale esperienza in Italia o all’estero ti senti più legato? In quale fiction ti sei trovato più a tuo agio riuscendo magari a recitare divertendoti?

Ripeto: considerando che non ho un CV chilometrico, mi ritengo davvero fortunato! In primis perché ho girato una piccola scena, (la mia prima volta in inglese!), nei Borgia. In secundis perché ho avuto l’incredibile possibilità di girare una travolgente scena comica nell’ultima serie de “I Cesaroni”, ambientata nel bar della Garbatella, creando panico nel brandire una mazza da baseball. Risultato: mi sono divertito da matti interagendo con dei mostri sacri della recitazione quali Amendola, Mattioli, Fassari e Pesce!

Quanto ritieni sia importante per te conservare una sorta di disincanto e obbiettività nell’affrontare nuove sfide in future collaborazioni? L’umiltà paga?

L’umiltà che vedi in me nasce dal mio essere un occasionale del settore. Quando c’è un’opportunità, penso sempre che sia l’ultima, così mi godo il momento senza aspettarmi nulla successivamente! In ogni caso, come ho già ribadito, si tratta pur sempre di un impegno con gerarchie, regole e orari da rispettare. Ed è giusto che sia così.

Parliamo di Curon: un’esperienza che possiamo considerare un punto di arrivo? Un traguardo inaspettato?

Sicuramente inaspettato! Ripeto: Ogni qualvolta faccio qualcosa, mi dico: “Hai avuto una gran fortuna nel superare il provino e ti sei tolto una gran bella soddisfazione!” E si va avanti nella vita!
Curon è stata sicuramente l’esperienza più importante sotto tanti aspetti: la durata, l’impegno e l’interazione con talentuosi attori sia professionisti che emergenti! Inoltre, la presenza di tanti altri ineccepibili professionisti (produzione, registi, aiuti, cameramen, fonici, truccatori, etc.) ha fatto sì che si creasse un ambiente familiare e coinvolgente!

Raccontaci qualche aneddoto divertente del quale sei stato protagonista sul set di Curon o di altre produzioni.

Beh… su un passo di montagna, in piena tempesta di neve con conseguente caduta di alberi, ero in un fuoristrada, talmente preso da una telefonata, che non mi ero accorto che tutti erano scesi di corsa dalle auto bloccate in colonna! Vedevo che mi guardavano preoccupati e non capivo il perché! Quando sono tornati in macchina mi prendevano in giro e io essendomi reso conto del pericolo corso, ho buttato giù un sorso di grappa per riprendermi!

Per chiudere questa nostra chiacchierata ti chiedo di lasciare un consiglio alle nuove generazioni di aspiranti attori, è ancora il momento di investire tempo e talento nel mondo del cinema?

Questi sono consigli da veri professionisti del settore! Posso solo dire che, per un ragazzo/a che abbia delle velleità in campo artistico sia giusto investire nella formazione, dando una chance al proprio talento, al contempo conservando il giusto equilibrio tra gli imprescindibili sogni, propri dell’età, e la quotidianità! Il non prendersi troppo seriamente è fondamentale per superare le normali delusioni aspettando pazientemente, al contempo, le opportunità future!

William Mussini40 Posts

Creativo, autore, regista cinematografico e teatrale. Libertario responsabile e attivista del pensiero critico. Ha all'attivo un lungometraggio, numerosi cortometraggi premiati in festival Internazionali, diversi documentari inerenti problematiche storiche, sociali e di promozione culturale. Da sempre appassionato di filosofia, cinema e letteratura. Attualmente impegnato come regista nella società cinematografica e teatrale INCAS produzioni di Campobasso.

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