Se si abolisce il faccia a faccia per non perdere la faccia

La brava Assunta Domeneghetti ha descritto (su <primonumero.it>) una Campobasso che, a 10 giorni dal 4 marzo, presentava un desolante quadro pre-elettorale: “metà dei tabelloni non ancora occupata dai faccioni sorridenti degli aspiranti parlamentari”, nonché “cene, pranzi o rinfreschi spariti dall’agenda elettorale e riunioni in alberghi per evitare la figuraccia di mostrare piazze semi deserte”. Non ci posso credere. Intanto si apprende che Aida Romagnuolo, faccia d’angelo razzista passata dal grillismo al salvinismo (tanto, che differenza fa!), rifiuta un confronto con l’ex compagno di MoVimento Antonio Federico che, a sua volta, le rinfaccia il cambio di casacca perché non candidabile. Poi però succede che anche Luigi Di Marzio, candidato grillino in grisaglia nonché igienista, si lava le mani di ogni confronto e, racconta la Domeneghetti, “all’ultimo momento dà buca a Laura Venittelli, facendo saltare il faccia a faccia”. Può darsi che, per non perdere la faccia, si cancellino i faccia a faccia e i faccioni sui tabelloni, ma non siamo dinanzi a una diserzione dell’eterna faccia del presenzialismo berlusconista. Né reciterei un requiem per il narcisismo politico. E’ soltanto una trasmigrazione dalle piazze alla televisione, una mutazione del narcisismo elettorale in chiave mediatica.

NB. Nel Molise prospera anche una forma di narcisismo giornalistico che ha la sua plastica rappresentazione in Barbie-Petescia. (Ma  ne parleremo in una prossima puntata).

Giuseppe Tabasso218 Posts

(Campobasso 1926) ha un nipotino, due figli e una moglie bojanese, sempre la stessa dal 1955. Da pianista dilettante formò una band con Fred Bongusto. A suo padre Lino, musicista, è dedicata una strada di Campobasso. Laureato in lingua e letteratura inglese, è giornalista professionista dal 1954. Nel 2018 è passato dall’Ordine dei Giornalisti del Lazio a quello del Molise per terminare la carriera dove l’ha iniziata. Ha lavorato in vari quotidiani e periodici (Paese sera, Corriere lombardo, Ore 12, L’Europeo, Annabella, Gente, Radiocorriere). Inviato di politica estera per il GR3 della RAI, ha lavorato a Strasburgo come redattore parlamentare, a New York presso la Rai Corporation, nelle sezioni italiane della BBC a Londra e della Deutschland Funk a Colonia. Pubblicazioni: Il settimanale con Nello Ajello (Ediz. Accademia, Roma 1978); Facciamo un giornale (Edizioni Tuttoscuola, Roma 2001); Il Molise, che farne? (Ed. Cultura & Sport, Campobasso 1996); Post Scriptum, Prediche di un molisano inutile (Bene Comune Edizioni 2006), Gaetano Scardocchia, La vita e gli scritti di un grande giornalista (2008), Moliseskine (Bene Comune Edizioni, 2016). Per le stesse Edizioni è in corso di pubblicazione Fare un giornale, diventare giornalisti, Manuale di giornalismo per studenti, insegnanti e apprendisti comunicatori.

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